Il Presidente Conte ha sottolineato la necessità che le forze del LNA si ritirino e esortato tutte le parti coinvolte a un rapido cessate-il-fuoco e conseguente tregua umanitaria. Il Presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di ricostruire il percorso verso una soluzione politica, che costituisce l’unica opzione sostenibile. Presidenza del Consiglio dei Ministri 15 Aprile 2019
Il problema reale è costituito dai vari fronti che sostengono Haftar e ai quali la soluzione politica interessa relativamente.
Dal momento che LNA non sembra in grado di avanzare in maniera significativa, ad emiratini e sauditi una situazione di stallo ovvero di contenimento del pericolo islamista (anche nell'ottica della disputa con il Qatar) torna comunque utile.
Macron ha meno influenza di quanto si possa credere.
Qatar e Turchia, che seguono schemi collaudati di ragionamento e azione, potrebbero fare ricorso al solito rubinetto di jihadisti a disposizione. In Libia, anche a volerne importare dalle aree in cui sono soliti sostenere i conflitti in corso, questi non sono quantitativamente, e come grado di coordinamento e organizzazione, al livello di quelli siriani. Di certo comunque incrementerebbero la situazione di caos.
La riapertura di un canale di dialogo con l'Egitto potrebbe riportare equilibrio in Libia e soprattutto creare le condizioni favorevoli per un ritorno degli americani nell'area.
Che è in fondo uno dei fattori che ha contribuito grandemente ai problemi attuali.
La porta sbattuta in faccia a Trump la scorsa settimana, soprattutto rispetto alla partecipazione al MESA, ha dato un'idea della concretezza delle velleità di Al Sisi.
Se l'Italia riuscisse a ricavarsi un ruolo di mediatore in questo senso, la soluzione politica in Libia potrebbe prendere forma al di là dei proclami. Ciò permetterebbe inoltre al nostro governo di tornare protagonista a livello internazionale.

Nessun commento:
Posta un commento