Il piano A, in tutti i sensi, resta questo: rimanere a Mompiano, ampliando l’attuale capienza di 12 mila spettatori ai 16 mila richiesti dalla Lega Serie A. E una deroga, secondo l’amico Galliani, non sarebbe possibile: «Ormai, se non arrivi a quella soglia minima, non ti fanno giocare in casa: devi traslocare». Se ne riparlerà tra un mese, se tutto andrà bene: tra l’1 e l’11 maggio, quando è atteso l’arrivo a braccia alzate al termine del traguardo. Per l’ex ad del Milan, la promozione delle Rondinelle è quasi una certezza: «Fidatevi di Massimo — racconta — con lui ce la farete. Nel calcio serve mestiere. E lui ce l’ha: è bravissimo, a Cagliari del resto lo ha già dimostrato».corriere
Voglio però anche incontrare gli ultras e i tifosi. Io sono un ex calciatore e credo che senza il dialogo con i tifosi non si possa fare nulla. Noi crediamo nei tifosi. Certamente vogliamo il dialogo con le società sportive, ma le proprietà delle squadre cambiano nel tempo, i tifosi restano, per questo prima vogliamo parlare ai tifosi perché sono loro i veri e i soli proprietari della squadra. Fare sport dimenticandosi di questo è per me inconcepibile. Io sogno ad esempio un calcio dove i tifosi abbiano una quota della società e chissà se un giorno, da qualche parte, potrò realizzare il mio sogno.
giornaledibrescia agosto 2018
Chi segue il calcio da "qualche" anno lo conosce bene.
Al di là delle disavventure giudiziarie e dei colpi di testa causati dalla passione per lo sport, Massimo Cellino ha sempre fatto i suoi interessi e quelli delle squadre che ha avuto in carico. Per questo motivo i tifosi lo amano.
Da un presidente che ha da poco rilevato una squadra con enormi potenzialità e si trova ormai sulla via per la serie A, non si può pretendere un impegno finanziario relativo al progetto dello stadio che abbia un orizzonte diverso da quello calcistico.
Sull'altro fronte invece, con la piena consapevolezza di quanto può offrire un territorio prosperoso come quello bresciano, si fanno piani da sogno. E i sogni, come ha detto il presidente Cellino, lasciano debiti ai figli.
Si è parlato anche di capitali provenienti da fondi pensione australiani e ci sono già stati incontri tra esponenti della cordata e l'imprenditoria locale. Visto che il progetto d'investimento è di ampio respiro (cinema, attività commerciali, università), sarebbe più prudente separarlo da quello della costruzione dello stadio.
C'è da tutelare economia ed interessi di un'area che fa da traino al nostro Paese, da controllare che tipo di soldi entrano e fare attenzione a quelli dei nostri imprenditori.
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