lunedì 22 aprile 2019

لخويا

And, to be honest, I have always been quite in awe of these huge red cars and also a little nervous when I pass them. For the longest time, I wondered exactly what they did as I didn’t often see them with blazing lights racing through the country’s streets like some of the other police vehicles I have seen around Doha. iloveqatar
Foto MOI Qatar


A dire la verità quando ero in Oman mi sono trovata meglio ad interagire con la sicurezza interna che con i poliziotti delle stazioni dislocate sul territorio.
Mi ritrovai al quartiere generale di Qurum per un problema causato da un cittadino giordano.
L'ufficiale che mi accolse fu molto umano. Giocò a sorprendermi con il dossier di quel soggetto, tale Al Amiri (nome tribale diffuso anche in Oman), che tanti danni aveva fatto ad altre persone, e ci tenne a sottolineare che loro avevano un dossier su tutti. Also about you.
Però non mi mostrò il file.
I funzionari dell'ISF sono abituati a ragionare in termini più vasti e ad interagire a livello internazionale. Sanno anche distinguere tra cittadini occidentali e medio-orientali rispetto alle sfide che questi pongono quando transitano o si fermano in zona.
Il primo impatto con gli apparati di sicurezza dei Paesi del Golfo è di paura a causa delle leggende in parte vere che circolano. Quello che più spaventa è il fatto che non c'è in fondo tanta differenza a livello di controllo e monitoraggio tra polizia normale e secret police. Anche il venditore di shawarma può essere uno spione al soldo della polizia. Che è forse il motivo per il quale il maggiore Costantini in tribunale riferì di avere avuto contatti periodici esclusivamente con i rappresentanti della polizia locale. Evidentemente all'epoca i loro resoconti erano sufficienti a soddisfare le esigenze dell'Aise nell'area.
Altro fattore che non tranquillizza l'ospite occidentale è il fatto che la sicurezza interna lavora alle strette dipendenze del monarca di turno. Servitore dello stato che comunque deve rendere conto al re.
Il generale Al Maamari, braccio destro del Sultano dai tempi della guerra in Dhofar, fu destinato ad altro incarico dopo che Sua Maestà scoprì che i briefing quotidiani di fine giornata erano largamente incompleti. La leggenda che vuole Sultan Qaboos un pò lunatico, è dovuta anche a queste dinamiche. Spesso sono necessarie risoluzioni drastiche e immediate.
In generale il concetto di segretezza, che qui da noi è un assetto non solo per il lavoro d'intelligence ma soprattutto per il cittadino che beneficia del frutto del lavoro delle agenzie, in medio-oriente è guardato con sospetto.
Il lavoro di ISF non è comunque facile e viene svolto spesso in maniera da bilanciare l'aspetto geopolitico con quello militare e con gli scossoni interni alla famiglia reale.
I momenti di confronto con le controparti estere, come quello del forum sulla sicurezza relativa agli eventi sportivi in svolgimento in questi giorni, contribuiscono ad accrescere la consapevolezza dell'importanza di questo bilanciamento. E ovviamente a rassicurare investitori e istituzioni internazionali.




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