Unico.
In una frase ha riassunto un'operazione poi raccontata dalla stampa di casa nostra in altro modo.
E' notizia di qualche giorno fa, da prendere con le pinze dal momento che è stata data in esclusiva su uno dei giornali del circuito di Bishara, il fatto che ci sarebbero trattative in corso tra l'unione europea e l'Egitto per avviare scambi di dati sensibili come religione e orientamento politico allo scopo di contrastare il terrorismo. Cosa che sulla carta la normativa attualmente proibisce.
Sarebbe indubbiamente un passo importante riconoscere che il terrorismo è racchiuso in una definizione generale ma ha anche connotazioni particolari a seconda del Paese di riferimento. Quello che noi chiamiamo dissenso spesso oltrepassa determinati limiti in Africa e medio-oriente. Aree cioè governate in parte da regimi autoritari accusati di strumentalizzare la questione.
L'ipotesi ha ovviamente già fatto drizzare le antenne alle organizzazioni per i diritti umani.
Ma siamo sicuri che questo tipo di trattative e scambi non esistano già tra i singoli Paesi e l'Egitto?
Un accordo ufficiale potrebbe regolarizzarli e pretendere che vi siano dei limiti da rispettare. Ciò potrebbe condurre Egitto ed altri Paesi verso un percorso di avvicinamento all'unione più istituzionale e magari indurli a rimodellare il proprio atteggiamento sul fronte interno.

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