sabato 2 marzo 2019

Secondo quello che ci dicono i nostri colleghi algerini

Unico.
In una frase ha riassunto un'operazione poi raccontata dalla stampa di casa nostra in altro modo.

E' notizia di qualche giorno fa, da prendere con le pinze dal momento che è stata data in esclusiva su uno dei giornali del circuito di Bishara, il fatto che ci sarebbero trattative in corso tra l'unione europea e l'Egitto per avviare scambi di dati sensibili come religione e orientamento politico allo scopo di contrastare il terrorismo. Cosa che sulla carta la normativa attualmente proibisce.
Sarebbe indubbiamente un passo importante riconoscere che il terrorismo è racchiuso in una definizione generale ma ha anche connotazioni particolari a seconda del Paese di riferimento. Quello che noi chiamiamo dissenso spesso oltrepassa determinati limiti in Africa e medio-oriente. Aree cioè governate in parte da regimi autoritari accusati di strumentalizzare la questione.
L'ipotesi ha ovviamente già fatto drizzare le antenne alle organizzazioni per i diritti umani.
Ma siamo sicuri che questo tipo di trattative e scambi non esistano già tra i singoli Paesi e l'Egitto?
Un accordo ufficiale potrebbe regolarizzarli e pretendere che vi siano dei limiti da rispettare. Ciò potrebbe condurre Egitto ed altri Paesi verso un percorso di avvicinamento all'unione più istituzionale e magari indurli a rimodellare il proprio atteggiamento sul fronte interno.

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