«Quando ero membro del Governo – dice, interrogato – ho avuto modo di conoscere e frequentare l’attuale
capo dei servizi esterni Roberto Manenti (Alberto Manenti, ndr). L’ultimo contatto telefonico con questo è stato in occasione
della sua nomina a direttore del servizio. Avevamo programmato una cena insieme ma non si è ancora concretizzata»
corrieredellacalabria
“Diciamo che per Genova non c’è allarme ma attenzione. Ma la preoccupazione è un atto doveroso. Non leggo, comunque, indicazioni tali da dover uscire di casa con il giubbotto antiproiettile”.
telenord
Quando si sale ulteriormente la scala del potere, cambiano obiettivi ed interlocutori.
Paolo Scotto di Castelbianco è abituato a pubblici raffinati.
Il normale cittadino non è tanto preoccupato dall'esito finale di un atto terroristico, ma da tutti i segnali che portano ad esso. Il vicino di casa barbuto, la donna in burka, le moschee autorizzate e abusive, il negozietto aperto fin ad ora tarda.
A Genova preoccupano i traffici legati ai transiti di navi e i passaggi di nazionalità come quelle iraniana e libica.
Il terrorismo trae linfa vitale dallo stato di tensione creato. Su questi dettagli bisogna rassicurare ed insegnare a cogliere i segnali senza allarmarsi per poi trasmetterli all'autorità competente.
E su questo fronte, che è in fondo un modo di stimolare la popolazione a conoscenza ed interazione con le minoranze, le forze di polizia finora poco hanno fatto.
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