"Per il governo non cambia nulla - si affretta a precisare il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio - Non vedo nessun problema. Ovviamente i dati ufficiali non ci sono ancora: ma noi siamo 'positivi' perché per la prima volta in Sardegna entriamo con consiglieri regionali". La riorganizzazione del Movimento, annunciata dopo le elezioni in Abruzzo, sarà portata avanti. Le modalità saranno rese note a breve: huffington
Tecnicamente non dovrebbe cambiare nulla perchè una cosa è il risultato del voto a livello nazionale. Altro è l'esito territoriale.
Il voto di protesta non è più intercettato dai grillini perchè non sono presenti sul territorio.
E se sul territorio non ci sei, perchè preferisci Rousseau e le chiacchiere sul superamento della democrazia rappresentativa, non puoi conoscerne le problematiche.
E' difficile quindi che la gente ti voti.
Il successo di Legnini (tale lo si può considerare visto che inizialmente veniva considerato un tentativo disperato) non sta tanto nell'aver messo assieme una compagine di liste tale da oscurare le radici PD. Ma nell'aver pescato tra i partiti più disparati che negli anni avevano incarnato i bisogni del territorio e poi si erano persi tra liti e comparsa di nuovi attori come i grillini. Nelle liste di sostegno a Legnini c'era un pò di tutto. Ambientalisti, vecchi forzisti, dipietristi della prima ora.
In pratica comunque Di Maio deve fare i conti con una disfatta che rafforza le velleità di Salvini.
Adesso deve scegliere. Rimboccarsi le maniche per ripartire dal territorio o rimanere attaccato a Salvini nella speranza che questi gli lasci almeno il cerino in mano.
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