sabato 19 gennaio 2019

If needed

"Se serve, sono pronto a partire per Parigi per incontrare Macron, pur di riportare in Italia questi assassini". Lo afferma il ministro dell'Interno Matteo Salvini con riferimento ai terroristi latitanti all'estero (14 dei quali, secondo l'ultimo elenco del Viminale, proprio in Francia) . AGI

Indubbiamente la vicenda Battisti ha avuto un peso sugli ultimi sondaggi.
E il capitolo sui latitanti di quel tipo, può costituire un trampolino per le elezioni europee più solido rispetto a quello dei migranti.
C'è da considerare però, che una cosa è trattare con Bolsonaro e approfittare del nuovo clima politico in America Latina. Altro è, sedersi ad un tavolo con Macron.
Che è in fondo lo stesso problema che assilla Erdogan da anni ormai.
E' relativamente facile riprendersi paccate di terroristi del Feto dai Paesi dell'Est Europa e nelle zone balcaniche. Aree cioè, in cui la Turchia può vantare già una sfera d'influenza e dove il rapporto tra politica e autorità giudiziaria è di un certo tipo. Altro è, usare il caso della giornalista olandese per creare un precedente e stabilire un principio di reprocità con i Paesi cosiddetti democratici dell'unione. Al massimo può ottenere un paio di commesse di armi in più dall'Italia quando segnala un foreign fighter o restituisce blogger e giornalisti.
Se ci si siede al tavolo con la Francia, quello dei latitanti è solo uno dei tanti dossier d'interesse in bilico tra i due Paesi.

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