What were the creed of the association?
I wrote it somewhere I can not locate now. I think they were to abolish convention, revive the age of chivalry (where you show deference to the weaker sex) etc. In any case I can’t remember anything that we did to promote those creeds.
So when would you say Pyrates Confraternity became virulent?
I think by the 1980s. The thing is that at the beginning, there was only PC and so many people struggled to be a member because it was a prestigious thing. When I returned from Britain, some students who wanted to become members needed a lecturer to sponsor their membership, those who came to me got my nod.
Up till about 1972, PC was the only association, but when there was schism over one of them who violated the law and he was not ready to subject himself to discipline, he left and started a rival organisation and that was how the Buccaneers Confraternity started. About the same time, Eye Confraternity started. You must not also forget that violence was become rife in the society. This began in Ibadan with Operation Wetie around 1964/ 65. Things became intolerable until the coup in 1967.
Professor Bolanle Awe
Foto SeeMeSeeNigeria
In Italia, così come in altri Paesi, è stata da tempo riscontrata l’operatività
delle organizzazioni criminali nigeriane, di matrice “cultista”, tra le quali emergono per il numero dei componenti
la “Supreme Eye Confraternity (SEC)” e la “Black Axe Confraternity”. Tali gruppi, ramificati a livello internazionale,si caratterizzano per la forte componente esoterica, a sfondo voodoo o ju-ju, che va ad influire in maniera sostanziale sul reclutamento e sull’operato dei partecipanti660, nonché, data l’alta valenza suggestiva, anche sulle stesse
vittime del reato di tratta che restano, così, indissolubilmente legate, per timore di ritorsioni, ai trafficanti. I rituali,
praticati con unghie, capelli e sangue delle vittime, mediante la pronuncia di un giuramento nella mani delle cd.
maman – donne più anziane, a loro volta nel passato vittime, spesso, di tratta – inducono le malcapitate a perdere
il senso della propria individualità, nella convinzione di essere oramai divenute “proprietà” di altri.
In tale contesto, proprio la tratta degli esseri umani finalizzata alla prostituzione costituisce un’importante fonte
di finanziamento per la criminalità nigeriana. DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento
Luglio - Dicembre 2017
I clan nigeriani
hanno controllato con modalità mafiose le comunità etniche di riferimento
e reclutato i clandestini africani quale
manovalanza nelle piazze di spaccio,
nel lavoro nero, nel caporalato e nello
sfruttamento sessuale. Particolare criticità ha rivestito la crescente diffusione
delle bande organizzate cultiste; dotate
di elevate capacità intimidatorie e predatorie soprattutto nei confronti dei
connazionali, esse sono apparse spesso
in reciproco conflitto e causa di vivo allarme sociale;
Relazione sulla politica
dell’informazione per la sicurezza
2016
La confraternita dei Pirati nacque per un motivo nobile che all'epoca era anche una necessità.
Abbattere i muri creati dalle differenze etniche e tribali tipiche del sud della Nigeria.
Si sviluppò seguendo modalità molto simili a quelle delle confraternite universitarie americane.
Si ispirava a principi come l'onore, la cavalleria e il rispetto per le donne.
La scelta del termine confraternita, piuttosto che fratellanza, lasciava comunque prevedere una potenziale evoluzione negativa del fenomeno.
Gli standard elevati che caratterizzavano l'accesso alla confraternita, determinarono anche numerose espulsioni e la difficoltà a guadagnarsi l'ammissione. Fu così che nacquero i cosiddetti splinter groups e i primi problemi.
La competizione e il desiderio di creare gruppi ancora più elitari fecero sì che le prove d'accesso (riti d'iniziazione di cui oggi le mafie si servono per intimidire le vittime) diventassero sempre più violente ed estreme. Le donne venivano sottoposte a violenza sessuale. Nacquero così i primi giri di prostituzione che oggi sono una colonna portante delle attività delle organizzazioni criminali mafiose nigeriane. Con il passare degli anni la diffusione di questo tipo di associazioni, ormai non più attive nel solo ambiente universitario, fu accompagnata da un elevato livello di clandestinità.
Le barriere tornarono più numerose e compatte di prima. Già a partire dalla fine degli anni sessanta tutte le confraternite, inclusa quella dei Pirati, avevano perso i tratti distintivi delle origini. Il contesto storico ebbe il suo peso nel determinarne anche un maggior grado di violenza.
La confraternita del Benin è nata come movimento di resistenza all'apartheid ma era intrisa di una forte ideologia di destra. Il regime militare in Nigeria portò un clima di paura e violenza anche all'interno degli ambienti universitari.
Violenza e intimidazione sono i punti di forza delle mafie nigeriane e un problema di non facile soluzione per gli organi investigativi. E' difficile che qualcuno parli o dia indicazioni e le strutture criminali in Paesi come l'Italia e il Canada hanno raggiunto ottimi livelli organizzativi. Sono fortemente radicate sul territorio e orientate a cogliere le opportunità del momento offerte dal mercato. Droga, prostituzione, traffico di esseri umani.
Nel tempo il loro modus operandi si è affinato attraverso Internet.
L'Aisi in tempi non sospetti ha individuato il "boss catanese" e con grande abilità e pazienza ha realizzato una mappatura delle sue attività ramificate ben oltre i confini nazionali.
Si tratta di un fenomeno criminale molto insidioso.
Al momento l'unico mezzo efficace di contrasto è l'inquadramento giuridico come organizzazione che agisce con metodo mafioso.

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