domenica 13 gennaio 2019

Da sequestratori ad angeli di sicurezza

"Stiamo lavorando per valutare se e in che tempi sia necessario" 
"Naturalmente è molto importante che la situazione in Siria vada verso prospettive più normali. Non c'è stata un'accelerazione in questo senso" 
Enzo Moavero Milanesi

L'Italia è il Paese che maggiormente ha contribuito non tanto alla vittoria di Assad, come va di moda scrivere di questi tempi per sdoganare una soluzione politica difficile da digerire, ma alla sua legittimazione.
I frequenti contatti tra l'Aise e il ministero dell'interno e le rispettive controparti.
La propaganda attraverso media e piattaforme virtuali portata avanti da studenti, giornalisti, politici, certa parte del clero cattolico. Italiani e non. Cultori di Sputnik, Al Masdar e Russia Today. Tutti al servizio di Assad.
Tutto questo è accaduto quando l'Italia era governata da un esecutivo di sinistra.
A maggior ragione adesso che al governo c'è una coalizione di destra, di certo una mossa come quella della riapertura dell'Ambasciata non può stupire. L'Europa è alla ricerca di un apripista come gli Emirati hanno fatto nello scenario medio-orientale.
Il concetto di normalità dipenderà molto dalle mosse di Erdogan a Idlib.
Il messaggio consegnato da Hayat Tahrir attraverso le immagini toccanti della liberazione di un cooperante britannico rapito da alcune cellule che operano nel nord erano chiare. Gli uomini di Al Joulani possono garantire, anche tramite l'alleanza con i gruppi più estremisti come Hurrras al Deen, il controllo del territorio.
Il presidente turco può decidere di barattare il nord per qualche contropartita a base di YPG/PKK oppure convincere Putin che il terrorismo è comunque sotto stretto controllo.
Per il momento ha deliziato gli americani con la notizia dell'incontro concesso ad Ocalan con il fratello.

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