«In questi mesi cercheremo di prendere contatti con l’ambasciata siriana per capire se esistano documenti o notizie ufficiali che confermino e certifichino la morte di Anas».
mara rodella corriere
Dal testo elaborato di recente da Shaykh Al Attoun si è capito che due sole persone al mondo credevano che Islamic Front fosse un esercito vero e proprio.
Anas El Abboubi e Shaykh Al Zawahiri.
Tutto torna .
Nè l'arresto e neppure un drone assassino sconvolgerebbero più di tanto le convinzioni di Anas. Lui crede veramente di aver aderito alla jihad e di essersi sottomesso con un patto di alleanza al Califfo. Un uomo con il cervello grande quanto una nocciolina, come ha detto chi lo ha conosciuto.
Se veramente lo si volesse umiliare e punire, bisognerebbe sbattergli in faccia la cruda verità.
Che la sua vicenda cioè, è servita solo a vendere qualche giornale in più e a procurare avanzamenti in carriera a chi lo ha indagato ed incriminato. Probabilmente anche a qualche funzionario, anche lui in odor di noccioline visto che con la sua mossa ha messo in pericolo la sicurezza nazionale, che per farlo uscire allo scoperto e per farsi bello con i superiori lo ha fatto mettere nella lista terroristi dal dipartimento americano.
Di certo Anas non ha difeso i musulmani nè ha combattuto contro il dittatore.
Si tratta di un giovane più intelligente della media rispetto a quelli che solitamente si uniscono a Daesh. Ma come molti ragazzi di oggi è facilmente influenzabile ed è un gran credulone.
Una delle prime vittime delle fake news. Si è bevuto tutte le panzane che circolano su Internet.
Ha subíto un'Italia che già allora, senza le incursioni degli skin heads, era razzista e sprezzante. Ma attorno a lui c'era anche tanta buona gente, come gli avvocati che si sono battuti per la sua causa.
Ha avuto tanto dalla vita, ma lo ha sprecato.
Errori di cui ci si accorge purtroppo solo ad una certa età.
Quando è troppo tardi.
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