martedì 28 marzo 2017

Tocchiamo ferro

A mio avviso, i cosiddetti “servizi segreti interni” (l’FBI negli USA, l’MI5 in Gran Bretagna, lo Shin Bet in Israele, l’AISI da noi ecc) dovrebbero essere smantellati, e le loro competenze (ma non il loro personale) riassegnate per intero alle forze di polizia. Non credo, infatti, che il modus operandi, per dirla con un parolone, tipico dei servizi segreti sia compatibile con una società democratica. Che lo si voglia o no, un servizio segreto interno diventa sempre, presto o tardi, una sorta di polizia segreta, e questo è un tratto tipico delle società non democratiche.

La prima condizione per distruggere l’ISIS è che tutti i servizi segreti che l’hanno appoggiato, e l’appoggiano, cessino immediatamente di farlo. Spetta ai rispettivi governi di imporre ai propri servizi questo corso d’azione. In secondo luogo, questo ISIS finalmente privato di appoggi internazionali potrebbe e dovrebbe essere annientato militarmente. Dovrebbe quindi seguire una Norimberga in cui processarne i dirigenti, e sviscerare, una volta per tutte, le origini e gli appoggi di cui questa banda di criminali ha goduto. E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che queste condizioni si avverino. Quindi, non resta che aspettare che il governo siriano, quello iracheno, i russi e i curdi sconfiggano sul campo questi mostri. 

Osservo, in generale, che gli atti terroristici i sono verificati in genere nelle capitali. Credo davvero che non si possa dire molto di più di questo, a parte toccare ferro, naturalmente.
Reggionelweb

Parente e Blengini li lasciamo giocare a scacchi con il direttore del Dis.

Questo lavora alla Farnesina.
Crede (?) che Putin e Assad siano impegnati contro Daesh seriamente.
E che i servizi segreti russi e siriani non abbiano mai fatto pappa e ciccia con Daesh e alQaeda.
Ma quanto piglia di stipendio al mese ?

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