giovedì 11 agosto 2016

Matteo l'irritato

C'era un tempo in cui se un napoletano osava criticare Saviano allora diventava automaticamente camorrista. Se un siciliano non faceva il coretto a Di Matteo e alla Bindi era per forza di cose in odor di mafia.
Oggi invece se un musulmano analizza in chiave critica le politiche occidentali come fattore che concorre alla genesi del terrorismo, è un mezzo terrorista o anche intero. E se uno (cittadino italiano di qualsiasi provenienza) vuole sapere che ci stiamo a fare in Libia e come, allora il presidente del consiglio si irrita perchè la vita dei nostri soldati è stata messa in pericolo.

Primo, sono le scelte del governo a decidere della vita delle persone.
E secondo, ai tempi di internet, non c'è bisogno di un giornaletto italiano, per fare sapere al nemico quello che stai facendo. Basta immettersi nei circuiti virtuali giusti ed essere in grado di filtrare fonti e notizie.
Oppure può tornare utile il vecchio metodo, in uso ancora in medio-oriente ed Africa, di farsi un giro per strade, bar e alberghi. Ce n'è ancora a dispetto delle bombe.

Inizialmente credevo molto in Renzi.
Poi si è rivelato quello che è.
Il sindaco di Firenze che gioca a fare il presidente del consiglio.
Vuole altro per essere uomini veri. Uomini di stato.
Coraggio, fermezza e chiarezza.









Foto Matteo Renzi Twitter

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