giovedì 26 maggio 2016

I giovani in fuga dal forte del terrore e le riunioni motivazionali di Alberto

Dopo una breve tregua post-nomine eccoci di nuovo alle storie provenienti da Forte Braschi. La notizia giornale (e chi sennò) riferiva stamane di una fuga in massa dei famosi neo-assunti. E di un tentativo disperato del direttore dell’Aise di tenerli a bada con un discorsetto in stile Any given Sunday.

Che la rivoluzione copernicana alla quale tanto teneva Marco Minniti fosse più una speranza da vendere a media e governo piuttosto che una realtà in corso, lo dimostrano le continue beghe interne di cui veniamo a sapere ormai giornalmente dai media e quell’intervista dal sapore farlocco alle colombe di Forte Braschi. Gente che una volta accarezzato il sogno del posto sicuro col governo fingeva di volerselo tenere.
Non mi piacciono le incompiute, cinguettava Cornelia all’intervistatore che in visibilio le chiedeva se non sognasse una vita normale. Una famiglia.
Evidentemente il fantomatico fidanzato di cui parlava non era poi uomo da sposare.
E magari anche lei.

L’errore che facciamo spesso noi italiani è di voler copiare a tutti i costi, e anche male, gli anglosassoni. E allora un servizio che viene da decenni di nero sipario non può che tentare la via del rinnovamento affidandosi al giovane per di più super laureato.
E il giovane a subire le angherie degli anziani non ci sta. Vuole tutto e subito.
Perché sentirsi inferiore a un manipolo di gente che è già passata alla storia come quelli di Abu Omar o al massimo di via Nazionale ? Perché accontentarsi di 2500 euro scarsi quando il privato (quello del partenariato) ti offre di tutto e di più ? Perché starsi a sentire un capo vecchio e rimbambito che cerca di convincerti a fare una vita da schifo quando lui passa le serate con i big di Eni e Telecom e tu ti devi accontentare di qualche giretto in azione ?
Che poi gli americani, tanto aperti alla diversità e alle innovazioni, si tengono buono il vecchio. Michael D’Andrea, bizzarro convertito che fuma come un turco, ha torturato i suoi fratelli musulmani in barba ad ogni regola e legge dello stato e con i droni ha ammazzato bambini innocenti più lui di Erode. O Alfreda Bikowski che non ne ha azzeccata una dall’undici settembre in poi, eppure sembrerebbe intoccabile. Forse nemmeno lei crede più alla favola della zarina dell'antiterrorismo.

Il fatto è, che noi non siamo gente da rivoluzioni copernicane e che quando si cambia qualcosa, bisogna farlo in maniera integrata. Su tutto il sistema.
Finchè non cambia il Paese, non cambieranno nemmeno i servizi. Hai voglia a fare road show.

Albè se mi posso permettere un consiglio,
che vado per i cinquanta mentre tu hai passato i sessanta.
I giovani non ci ascoltano. Tempo perso.
E poi diciamocelo. Tu non sei Al Pacino e nemmeno io sono Cameron Diaz.
Per convincere le donne potresti provare la soluzione tortellino.
Chi nasce tondo non muore quadro si dice, quindi il Mancini nonostante l’età sarà sempre bello come il sole e impegnato a lisciarsi i boccoli e ad abbronzare la pelle.
Alle femmine fagli fare un mese di internato con lui. Così si innamorano e non scappano.
Non troppo internato però, sennò poi i giornali scrivono di un Aise pieno di fedifraghi.
Agli uomini ci pensiamo più tardi.

Wa/a salam. Tvtb cià.

ps/ Vecchio e rimbambito era per dare enfasi al pezzo.
Se fossi il mio capo non la penserei così.
 Lo sai che ti adoro.

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