"Si tratta di un'operazione che in termini di prevenzione va a ridurre il pericolo di insorgenze di ulteriori legami tra gruppi jihadisti attivi nei Balcani e cellule eventualmente presenti in Italia". Così il dirigente della Digos di Brescia Giovanni De Stavola commenta l'espulsione di Alban Elezi
repubblica
L’uomo era stato arrestato in un'inchiesta della Procura di Brescia sul reclutamento di foreign fighters per l'Isis e poi scarcerato dal Tribunale del Riesame perché mancherebbero prove sui rapporti tra Alban e la Siria.
L’indagato è successivamente stato rimpatriato con un volo Milano-Tirana in quanto ritenuto “socialmente pericoloso”. Un elemento che non sembra però essere stato ripreso dai giornali italiani è che Alban Elezi era stato estradato dall’Albania all’inizio di giugno 2015: fatto ripreso dalla stampa albanese, con tanto di documento del Ministero degli Affari Interni che illustra come la Procura di Brescia abbia richiesto l’estradizione, messa in atto grazie alla collaborazione tra l’Interpol di Tirana e quella di Roma, con l’accusa di reclutamento a favore dell’Isis.
il giornale
Se i tribunali rispondessero alle mail o se anche l'Ucigos avesse un indirizzo mail, un normale cittadino cercherebbe di comprendere quanto è successo leggendosi l'ordinanza.
E invece no. Solo quelle di mafia capitale sono disponibili in rete lo stesso giorno della conferenza stampa.
A me pare di aver capito che l'incriminazione ha colto questo soggetto mentre era in Albania.
Arrestato ed estradato in Italia, è stato di nuovo sottoposto a custodia cautelare da noi per poi essere scarcerato dal tribunale del riesame perchè non c'erano le prove dei legami con la Siria.
Costui dovrebbe aver mandato anche Anas el Abboubi a combattere da quelle parti.
A questo punto la procura, non si capisce se per questioni attinenti alla stessa vicenda giudiziaria o in seguito all'acquisizione di nuovi elementi, ha richiesto ed ottenuto dal prefetto un provvedimento di espulsione. Non so se sia cosa diversa dall'espulsione decretata dal comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.
In ogni caso io mi chiedo : a che serve sottoporre le persone al giudizio di un tribunale se poi le deliberazioni emesse vengono bypassate ?
La conclusione del dottor Stavola copre le esigenze di pubblico e stampa.
Se analizziamo la questione in maniera più approfondita e con una visione nel lungo periodo, si tratta di una remissione mancata più che di prevenzione vera e propria.
Quell'uomo tornato in Albania si immetterà di nuovo in un circolo criminale jihadista (ammesso che ne fosse parte) oppure partirà per la Siria come è accaduto ad uno degli indagati della moschea di Sellia Marina che dopo essere stato scarcerato ed aver ottenuto un risarcimento andò a morire in zona di guerra.
Comunque sia, l'inasprimento del conflitto siro-iracheno e l'allargamento dei gruppi jihadisti attivi nei balcani non recide il legame con l'Italia ma ne accresce le criticità.
In Italia continueranno ad entrare reclutatori o cercheranno sempre maggiori contatti via internet.
Se quel giovane fosse stato trattenuto qui e immesso in un programma di riabilitazione del tipo di quelli organizzati in Arabia Saudita o nei Paesi del nord Europa, il pericolo di recidiva con tutta probabilità sarebbe stato scansato e ulteriori legami sarebbero stati rescissi una volta per tutte.
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