ha ricordato Lombardo nel convegno di sabato scorso a Reggio Calabria: «la prima rivendicazione di Falange Armata è dell’11 aprile 1990, a seguito dell’omicidio dell’educatore penitenziario di Opera Umberto Mormile. Un omicidio nel quale c’è la firma di Domenico Papalia, cheMormile seguiva nel carcere milanese. Perché quella sigla appare in quel momento? Non posso dirlo ora».
Ma per capire, altresì, i rischi mortali (negati da alcuni pennivendoli che spero, prima o poi, siano oggetto di indagine della magistratura) che corrono Lombardo e altri magistrati che non hanno intenzione di guardare in faccia a nessuno, è bene ricordare quanto ha detto Salvo Boemi, ex coordinatore della Dda di Reggio Calabria, anche lui presente al convegno: «In 10 anni non ho mai avuto una segnalazione dai servizi segreti, non li ho mai conosciuti. Ho avuto io la sensazione di essere seguito, che ne dici Giuseppe, sbaglio?»
galullo
Galullo è bravo a tirare la volata ai magistrati calabresi.
Se uno non concorda con le tesi dell'antimafia ufficiale allora è pennivendolo o mafioso.
La logica è sempre quella.
Parla uno poi che cita tra i relatori di un convegno sulla ndrangheta Bongiovanni.
Al prossimo articolo magari ritira fuori la "famigerata" segnalazione delle bombe al palazzo comunale di Reggio e qualche accenno alla laura C . Poi infiocchetta tutto con la storia dei servizi deviati e ce la rifila come prova dell'esistenza della falange armata.
Qualcuno ha veramente preso sul serio la storia delle telefonate in uscita dalla zona degli uffici sismi raccontata dall'Ambasciatore Fulci ? Ma andiamo.
Per me conta quello che ha sempre detto Gianni De Gennaro che è uno che non va in giro a raccontare storie per fare la star e che cioè sulla falange armata non furono mai trovati riscontri o elementi seri che permettessero di formulare ipotesi concrete.
Ma perchè non si fanno mai controlli accurati sulle procure talebane dei magistrati superstar ?
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