mercoledì 27 maggio 2015

Sempre gli stessi

Scomparse avvenute a 7 anni di distanza l’una dall’altra che, però, sono legate. Perché a Piazza Alimonda e a Mogadiscio, sullo sfondo, ci sono le stesse persone. Gli stessi agenti, gli stessi uomini dei servizi segreti. E che s’incrociano in La madre dell’uovo (Effigie Edizioni), il romanzo-inchiesta di Laurenti da lunedì 1 giugno.

“Credo che i responsabili di queste intimidazioni facciano parte del gruppo di potere che racconto nel libro. Quella parte di servizi che ha firmato il patto di sangue nel 1994. Tutto è partito da Ilaria, non da Carlo. Il libro doveva uscire il 10 giugno ma il mio editore Giovanni Giovannetti ha preferito anticipare. A parte quando parlavo al telefono con giornalisti e avvocati, la linea cadeva regolarmente. Forse non è un gruppo così forte e sono soltanto dei cretini che provano a intimidirmi”. Forse il contenuto di quel romanzo a qualcuno dà fastidio.il fatto

Si capisce poi l'entusiasmo di Minniti per i trenta giovani assunti.
Ma qual è l'età media di un agente segreto in Italia ?
Double M dall'alto dei suoi 54 e mezzo è praticamente un ragazzino a Forte Braschi.

Da quando ho iniziato a bloggare più frequentemente di questioni istituzionali e di intelligence capita spesso di ricevere visite di indirizzi ip statici non propriamente del ministero dell'interno come i classici 212 o 213 ma evidentemente usati da apparati di sicurezza.
A lume di naso dovrebbero essere servizi o antiterrorismo.
Browsano in maniera mirata indugiando su post che alla fine sono meno letti degli altri.
D'altra parte si suppone che l'intelligence sia intelligente.
Ogni tanto ricevo telefonate da due numeri cellulari, sempre gli stessi, ma si tratta di sfigati una donna e un ragazzino che evidentemente confondono il mio numero con quello di qualche loro conoscente.
Per il resto telefonate strane o pretendenti proprio niente.
Pazienza.

Io credo che effettivamente il problema dei servizi sia la poca trasparenza su questioni passate e presenti.
Ma soprattutto un certo grado di commistione con poteri forti e media.
Cose che sulla carta non dovrebbero nemmeno esistere ma poi alla fine stanno là.
Basta aprire un giornale per rendersene  conto.
E non è sufficiente un road tour per dare un colpo di spugna.
Anch'io tempo fa seguendo distrattamente le cronache pensavo che sul caso Alpi-Hrovatin pesassero chissà quali trame.
Poi l'anno scorso ho iniziato a leggermi i documenti declassificati e molti dubbi si sono chiariti.
Anzi. Si potrebbe dire che quei servizi non erano nemmeno tanto male. Un pò spendaccioni magari.
Il problema è che da noi manca la cultura della ricerca della verità.
Ci affidiamo sempre alla mediazione di giornali e azzeccagarbugli che si vendono come esperti e che tendono comunque ad allontanare proprio la verità da noi.
E sempre per quella storia dei trucchi del mestiere, quando si ha un libro del genere in uscita torna comodo dire che si ricevono strane telefonate.

A proposito di post mirati vedo che le mie prese in giro affettuose nei confronti del direttore dell'Aise vanno appunto in giro da Milano a Palermo e a volte oltre confine.
A mia discolpa vorrei chiarire che questo blog nacque per caso per riabituarmi alla lingua italiana dopo un periodo di lavoro trascorso all'estero.
Poi sempre per caso iniziai ad occuparmi della vicenda giudiziaria del dottor Pisani che mi trascinò verso il bizzarro mondo della sicurezza .
E da lì mi capitarono le tribolazioni dell'abbronzato agente tortellino che si intrecciavano sempre con questioni di cui scrivevo.
Dilettarsi a esplorare il mondo del crimine spesso intristisce.
Così ogni tanto è meglio alleggerire e ci vuole il soggetto adatto per la missione.
Alberto è la vittima ideale.
Troppo forte. Un personaggio oscuro ma tanto personaggio.
Chissà dove lo avete trovato.

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