giovedì 21 maggio 2015

Dubbi

Da qui i dubbi dell’autorità italiana sul ruolo effettivo ricoperto dal marocchino prima e durante la strage al Bardo. Dubbi alimentati anche dal cambio di rotta dello stesso ministero dell’Interno tunisino. Su Magid, Digos e Ros di Milano ci lavoravano almeno da metà aprile, quando una nota riservata dei servizi segreti tunisini segnalava la sua presenza nella zona di Legnano. Martedì sera, il blitz delle forze dell’ordine va a segno: Abdelmajid sta camminando lungo la strada provinciale all’altezza del Comune di Gaggiano. L’uomo viene seguito a distanza fino a che entra nella palazzina al 14 di via Pitagora, dove da anni vivono la madre, i due fratelli, la cognata e il figlio di 3 anni. Quindi scatta l’arresto e la perquisizione durante la quale vengono trovate alcune sim e diverse pen drive. Con il fermo di martedì sera, salgono a 46 le persone arrestate per l’attentato di Tunisi.
mentiinformatiche

La segnalazione arriva poche ore dopo una retata che il 3 aprile scorso consegna all'antiterrorismo tunisino ben 45 persone, due cellule, entrambe legate alla brigata tunisina Okba Bin Nafaa (network Isis), accusate di aver fornito "supporto logistico, armi e aiuto per la fuga" al commando che al Bardo ha ucciso 27 persone di cui quattro italiani. È legittimo credere che quei 45 fermi abbiano fornito numerose informazioni agli investigatori tunisini e alle intelligence collegate, tra cui gli uomini dell'Aise.fusani

Giorni di gran lavoro per le pupe dell'intelligence.
La sottile acidità di Megale fa intuire che qualcosa non torna.
Siamo sicuri che i nostri 007 fossero a conoscenza delle indagini dell'intelligence tunisina anche sul nostro territorio ?

Nessun commento:

Posta un commento