mercoledì 7 gennaio 2015

No io non sono Charlie Hebdo e nemmeno un terrorista islamico

Quando ci fu il primo vero suicidio causato da atti di bullismo su Ask.fm piansi per tre giorni.
Erano lacrime di rabbia, non di dolore.
Mi ero studiata quel "fenomeno" per quasi un anno.
L'evoluzione della casistica anglosassone è la traccia da seguire. Loro nel bene e nel male sono sempre avanti.
Quella ragazzina del nord Italia si sarebbe potuta salvare se solo chi ne ha il potere e il dovere avesse fatto il possibile per prevenire le dinamiche della violenza giovanile su internet.

A scrivere per diletto di morti ammazzati si può soccombere oppure ci si arma di buon sano cinismo.
Oggi è il giorno del cinismo.

Sono più di dieci anni che mi occupo di guerre attorno al mondo e di terrorismo.
Sono una musulmana convertita .
Una occidentale che ha vissuto in medio oriente.
Una con due anime come disse una volta un funzionario dell' Fbi parlando di Anwar al Awalaki.
Ho conosciuto tanti tipi di Musulmani e tanti tipi di Arabi.
Esuli, rifugiati, lavoratori stranieri.
Musulmani e non.
Europei, occidentali, Americani.
So come ognuno di loro ragiona.
Come pensa un terrorista, un moderato, un islamofobo, un potenziale terrorista o un potenziale odiatore.
Ho la pretesa di capirne più di Giannini e Galzerano messi assieme.
Quelli che adesso se ne stanno seduti davanti al ministro a raccontargli chissà cosa su quello che può accadere da noi, si saranno anche studiati ogni manuale di criminologia disponibile e avranno parlato con i colleghi dell'antiterrorismo di tutto il mondo.
Saranno bravissimi a stanare criminali.
Ma per loro questo è "solo" lavoro. Devono far rispettare la legge.
Non devono far convivere due mondi. Non viene chiesto loro di condannare o di prendere le distanze.
Loro sono indiscutibilmente eroi. Ma certe cose non le possono capire.

Quello che non convince di questa storia è la frasetta abbiamo vendicato il profeta.
Non esiste attacco di quel tipo su suolo occidentale con quel "repertorio".
Nessun terrorista anche in preda a crisi di nervi pre-suicidio la pronuncerebbe mai.
Così come non esiste un attacco così lineare e organizzato tanto facile da perpetrare.
E' vero che ce lo aspettavamo, ma non così.
O le intelligence di tutto il mondo hanno fallito o ci hanno raccontato balle.
Dall'America all'Europa passando per l'Australia sono stati messi sotto la lente investigativa diversi scenari e profili ma nulla faceva prevedere una dinamica del genere.
Però quel giornale era notoriamente un obiettivo ad alto rischio.
O la sicurezza è un'opinione piuttosto che una scienza o c'è qualcosa di più dietro a questo attentato.

E poi i commenti di Cameron e Kerry. Le storie di Holland.
Copione già letto.

Scorrono ancora sui social chilometri di post del tipo "siamo tutti Charli Hebdo" oppure "non ci toglieranno la nostra libertà".
No io non sono stata educata ad offendere. La satira è altro.
Le mie due anime non mi hanno educata nemmeno all'intolleranza e alla violenza.
Risparmiatemi le frasette da baci perugina.
La cultura occidentale e l'Islam sono altro.


2 commenti:

  1. Tu esprimi giustamente i tuoi dubbi riguardo l'anomala dinamica e successive spiegazioni "romanzate" del fatto in questione mettendo in evidenza che,secondo le tue parole: "O le intelligence di tutto il mondo hanno fallito o ci hanno raccontato balle".
    Ma io mi domando se ti sei posta gli stessi dubbi riguardo la "bona fide" del video delle due ragazze rapite in siria.

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    1. Più che dubbi ho formulato un'ipotesi. Una riforma e un direttore che viene da ambienti diplomatici non possono di certo spazzare via un'era fatta da servizi segreti poco trasparenti. Però bisogna stare ai fatti. Credo che nel caso delle due ragazze il problema stia nei mediatori. Il conflitto siriano è molto complesso e varia giorno per giorno. Non so se i nostri sono all'altezza attualmente.

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