"Per questo straordinario lavoro voglio ringraziare tutti gli operatori e le loro famiglie, assicurare che mi batterò per loro con tutte le mie forze e ribadire che sono più che mai fiero di guidare la Polizia di Stato. L’orgoglio di appartenenza e lo spirito di sacrificio sono i valori che ci hanno fatto scegliere questa carriera invece di altre, e quindi so che abbiamo le risorse morali per sostenere un periodo"
«Proprio loro che dovrebbero essere più a loro agio con il web, finiscono per utilizzare gli spazi online come le pareti di un bagno pubblico magari per diffamare i loro docenti, senza rendersi conto di quanta gente leggerà e condividerà i loro contenuti»Il paragone tra internet e le pareti dei bagni pubblici fu sapientemente coniato da Pietrangelo Buttafuoco per sottolineare come la rete sia accessibile a tutti e al di fuori di ogni controllo.
Lo scrittore siciliano si riferiva ovviamente al controllo editoriale che almeno un tempo era scarso ed indice di poca qualità.
Ma in generale potremmo parlare di controllo che non c'è o meglio arbitrario.
Giorni fa molti utenti hanno segnalato la famigerata pagina che offendeva pesantemente Greta e Vanessa.
Facebook ha dato a tutti la solita risposta e che cioè questa non contravveniva ai termini d'uso.
Magicamente qualche ora fa la pagina è stata chiusa.
Evidentemente la magistratura attraverso la polizia delle comunicazioni o la Digos è riuscita ad imporre le proprie ragioni.
Il motivo per il quale l'autorità giudiziaria può scavalcare un semplice cittadino è che la ragione di stato corre su un binario nettamente distinto da quello dell'etica umana.
Se è umanamente accettabile o addirittura auspicabile che un innamorato tradito o rifiutato sfoghi la propria amarezza mettendo alla berlina chi la ha causata, a livello giudiziario ciò non è tollerato.
Questa è la colpa se così si può definirla, della polizia e delle altre istituzioni.
Non aver fornito al cittadino il mezzo per comprendere che la verità giudiziaria e quella umana ad un certo punto devono per forza di cose intrecciarsi ed influenzarsi a vicenda.
Questo alla fine è il significato del fare rete.
Non unificazione ma discernimento.
Andare nelle scuole ad insegnare ai ragazzi a difendersi dalle insidie del mondo digitale non è sufficiente.
Nel momento in cui ci si pone come surroga della scuola o della famiglia allora bisogna prendersi tutta la responsabilità ed andare a fondo.
Le cifre che si portano in conferenza stampa alla fine dell'anno per quanto positive non possono che esprimere un fallimento.
La polizia postale che dopo l'azzeramento del Gat di Rapetto e il conseguimento di fondi governativi e sponsor si proponeva come unità fresca e all'avanguardia, non è stata capace di rendersi propositiva nei confronti dei vari governi che si sono succeduti.
Non ha fatto cioè quello che all'epoca fecero lo stesso Pansa, Ganzer, Manganelli per contrastare fenomeni criminali come terrorismo e mafia.
Hanno contribuito alla stesura di leggi repressive efficaci ma si sono soprattutto resi portatori di strategie di correzione e contenimento delle derive sociali dai quali essi sorgevano.
Che poi il tutto si sia rivelato quasi un buco nell'acqua perchè si è semplicemente dato luogo ad un business sul quale molti lucrano, quello è pacifico che accada in Italia.
Però almeno la gente ha capito che può fare la differenza. E' nata una coscienza.
Il paragone tra le stragi di mafia e la clonazione di carte di credito può sembrare eccessivo ma quello è il mondo digitale : insidioso in tutte le sue sfaccettature e altrettanto deleterio.
Quando il ministro della sanità dice che è essenziale chiudere siti e pagine facebook per aiutare i ragazzi affetti da anoressia e bulimia o dediti all'autolesionismo allora si deduce che la polizia è mancata.
Un ministro non può non sapere che quei siti sono la chiave della soluzione al problema perchè creano una opportunità di dialogo.
Tra qualche giorno andrà via il tanto vituperato generale Gallitelli il quale magari si è fatto i suoi interessi però alla fine ha fatto anche quelli dell'Arma.
A suo tempo sedette ad un tavolo con il prefetto Manganelli e assieme si spartirono la torta ovvero cercarono di salvare il salvabile tra caserme e posti di lavoro.
Al prefetto Pansa si chiedeva qualcosa di più : essere appunto propositivo presso il governo in modo da avere la possibilità di difendere i propri uomini in concreto.
Doveva mantenere e migliorare quel potere di negoziazione che con tanta abilità Gianni De Gennaro si era costruito nei secoli.
Di qualunque colore fossero i governi il presidente di Finmeccanica è sempre riuscito a rigirarseli come voleva lui.
Ha fatto anche dei gran pasticci e la polizia odierna è il frutto di quei pasticci ma ha sempre agito nell'interesse dei suoi uomini. E' sempre riuscito ad ottenere caparbiamente qualcosa.
Oggi si sente la mancanza di quel De Gennaro che pur essendo ancora personaggio influente non ha evidentemente la stessa libertà di manovra. Gli elicotteri vengono prima.
L'attuale capo della polizia non riesce a smuoversi da un pantano fatto di ministri incompetenti e sindacati che lanciano i loro strali a mo' di ricatto.
Non si è capito se e come il piano di riassorbimento della polizia postale tornerà effettivamente utile. Figurarsi farsi promotore presso il governo di programmi integrati con i ministeri competenti per creare nella gente quella coscienza che spinga a pensare che offendere dentro e fuori dal web è profondamente sbagliato.
Finchè questa ed altre questioni non verranno sistemate staremo a ricordare la polizia postale soprattutto per vicende di colonnelli innamorati e starlette clonate.
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