lunedì 29 settembre 2014

Fave imbarazzanti





Led pare il nome di un malware.

Io trovo imbarazzante che il membro di una commissione parlamentare così importante (all'epoca Fava faceva parte del Copasir) si esprima in certi termini ed in pubblico all'uscita da una audizione.

Non è serio fare simili considerazioni su una piattaforma social e cosa ancor più grave ha esposto Marco Mancini alle ire di un vasto pubblico, lui che nel ruolo di tutore della sicurezza nazionale ha già un'ampia gamma di nemici.
Non si è capito inoltre a che titolo Fava si sia sentito legittimato a sferrare questo violento attacco.
Non mi pare di aver trovato nella sua biografia elementi significativi.
Se oggi può fare questo tipo di uscite è proprio grazie al lavoro di Mancini che garantisce la stabilità della repubblica.
E che a pieno diritto è rimasto operativo.
Tanto più che adesso una sentenza definitiva lo ha scagionato.
Si può criticare o cercare di cambiare una legge ma non ha senso screditare chi vi si assoggetta.

Di nuovo Fava in questi giorni si esprime in termini poco rispettosi della dignità umana e della funzione istituzionale.
E di nuovo lo fa in pubblico prima di dare la possibilità a tutti di conoscere i dettagli del protocollo farfalla.
Un foglio non firmato mi pare un'evidenza alquanto scarsa.
Non abbiamo certezze su questa tranche dell'inchiesta.
Come si può dare del bugiardo a persone che garantiscono tra le altre cose la sua incolumità ?
Non mi pare lungimirante anche questa volta esporle a pubblico ludibrio senza che tutti noi si sia a conoscenza dei fatti e soprattutto senza che venga data loro la possibilità di una replica pubblica.

Claudio Fava sembra essersi calato nel ruolo di un Jihadi John nostrano,  il tagliateste che si disfa della gente secondo un suo personale concetto di giustizia.
Io mi chiedo come possa una persona del genere rappresentare il popolo italiano e soprattutto lavorare in commissioni che trattano materie così delicate.
Lasci stare Marco Mancini e i servizi e torni ad occuparsi di questioni che gli competono.

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