lunedì 15 settembre 2014

A condizione di anonimato

''C'è uno stallo nelle trattive in corso per la loro liberazione", ha aggiunto, spiegando che i rapitori delle due italiane ''non sono legati allo Stato islamico''.
Se le trattative non andassero a buon fine, però, ''ci sarebbe il rischio che vengano trasferite'' a un altro gruppo, non escluso l'Is.
''Da parte nostra cerchiamo di evitare di diffondere notizie che riguardano la trattativa in corso per l'incolumità loro e degli altri ostaggi in mano agli stessi rapitori, che sono più di 20.
La maggioranza di questi ostaggi è composta da stranieri'', ha aggiunto l'ufficiale a condizione di anonimato.
adn kronos

«Adesso mi dicono sia in un carcere diverso. I suoi carcerieri sarebbero jihadisti iracheni, meno affidabili dei precedenti, più pericolosi di quelli siriani di Raqqa. Con lui, non nella stessa cella, potrebbero esserci anche le due italiane». 
corriere


L'intervista all'intellettuale siriano è uscita online di prima mattina quindi suppongo fosse anche nell'edizione cartacea.
Improvvisamente dopo le 13 spunta il pezzo dell'adn kronos.
Nessuna delle due pubblicazioni rivela effettivamente granchè di nuovo.
Qualche mese fa avevamo saputo da un quotidiano arabo che padre Dall'Oglio sarebbe nelle carceri dell'Isis.
E sulle due ragazze una volta scrivono che sono nelle mani dell'Isis e quella dopo che sono prigioniere di criminali comuni.

L'adn kronos è quella che diede origine alla bufala delle mutilazioni genitali.
Ora viene in soccorso delle due ragazze.
Ribadisce, come hanno fatto membri dei comitati di controllo e funzionari dei servizi, che Greta e Vanessa non sono nelle mani dell'Isis.
E' una non notizia messa in bocca ad una fonte anonima.

Io capisco l'esigenza dei servizi di non far credere le ragazze nelle mani dell'Isis e quindi ammetto anche questa gestione oculata dei media che hanno a disposizione.
Però trovo molto più grave, se è vero, che padre Dall'Oglio si trovi nelle mani dell'Isis.
Visto che ormai la stampa italiana ha trasformato uno scontro per il territorio in una guerra religiosa, se il frate è vivo e nelle mani dei terroristi, verrà sfruttato per minacciare il nostro Paese in virtù dell'impegno militare assunto.

Fossi in Massolo mi adopererei maggiormente per cercare di arginare l'ondata d'odio scatenata dai nostri media piuttosto che stare a preoccuparsi di cosa scrivono sulle due ragazzette.

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