sabato 23 agosto 2014

Amarcord

Dunque, se è vero come è vero che l'Isis siede su una montagna di miliardi, cambierebbero qualcosa un milione o dieci milioni di dollari in più o in meno, se tutto questo servisse (come è servito) a salvare delle vite umane? La mia risposta è: no. Lo sanno persino gli israeliani, che pur di riportare a casa uno dei loro soldati hanno sempre trattato col nemico. La guerra al terrorismo, qualunque guerra, non si vince e mai si è vinta sulla pelle degli ostaggi.
purgatori huffington 2014
Infine, la questione dei soldi. Prove non ci sono, conferme nemmeno. Tuttavia è ragionevole immaginare che ai vari sequestratori siano state consegnate somme di denaro (e altro) in cambio degli ostaggi. Ma pensare che il terrorismo in Iraq (ancora oggi uno sterminato deposito di armi ed esplosivo in gran parte acquistati coi soldi dell'Occidente, anche i nostri), si mantenga e prolifichi grazie ai riscatti pagati dall'Italia, è un po' riduttivo. Sicuro che non hanno mai pagato i francesi? E gli inglesi, che nonostante il ruolo paritario di invasori con gli americani e il quintuplo degli uomini italiani sul campo hanno avuto meno attentati e sequestri di tutti, come fanno a cavarsela dalle parti di Bassora? E gli americani? Sicuro che se ne avessero la possibilità non si metterebbero la mano in tasca? Non se la sono mai messa? Non hanno mai trattato o cercato di trattare per un sequestro, né prima né adesso? Questo non giustifica nulla, certo. Però se la questione è pelosa, è pelosa per tutti.
purgatori unità marzo 2005

Manca solo un articolo di Pio Pompa per il foglio e poi siamo a posto.

Genuino o indotto che sia, il vizio di fondo del ragionamento di Purgatori è che il pagamento allo stato attuale è necessario per tamponare un'emergenza.
E nemmeno tanto, perchè bisogna pensare che quel gesto incoraggerà i terroristi a realizzare un altro rapimento e ad usare il ricavato per comprare armi e a portare a termine attentati anche su suolo occidentale.
Ma on the long run come dicono gli Americani, bisogna coordinarsi con gli altri governi e le intelligence dei Paesi coinvolti e ripensare ad una strategia che comprenda non solo la risposta alle emergenze ma anche la gestione globale del dopoguerra.

Se è vero che delle tragedie bisogna cercare anche i lati positivi, tutta questa situazione non può che tornare favorevole al Marco Mancini che starebbe sbattendo i piedi in ufficio.
Pare ovvio che ora più che mai c'è bisogno di lui.
Diabolico com'è (ita dicunt) dovrebbe chiedere il vertice dell'Aisi.
E magari glielo danno.
Dopo ogni periodo di tribolazione ce n'è uno di sollievo è scritto nel Corano.

A proposito tortellì andò stai ?
Batti un colpo.


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