sabato 5 luglio 2014

La campagna acquisti dell'Isil

Insomma, quella bottiglia piena non sarebbe dovuto passare inosservata al momento dei controlli di
sicurezza. Non era neanche così piccola, difficile che sia sfuggita agli scanner. E invece, a quanto pare, le guardie giurate non se ne sono accorte
corriere bologna



Richard Reid un giovane Inglese scoperto con un ordigno nelle scarpe a bordo del volo Parigi-Miami, fu il primo nel lontano 2001 ad inaugurare la serie dei bomber che nascondono materiale esplosivo difficilmente rilevabile dagli scanner degli aeroporti.

Gli episodi che indussero le autorità aeroportuali di tutto il mondo a introdurre una serie di restrizioni sugli effetti personali portati sull'aereo in particolare liquidi, furono il tentativo di farsi esplodere da parte di un cittadino nigeriano sul volo Amsterdam-Detroit il giorno di Natale del 2009 e l'attentato sventato su cargo Ups in partenza dallo Yemen per gli Stati Uniti nel 2010.
La sostanza usata in entrambi le occasioni era il pentaeritritolo tetranitrato conosciuto come PETN e la mente che li aveva nascosti in maniera magistrale è quella di Ibrahim Hassan al Asiri giovane chimico di nazionalità Saudita.

Il PETN è un esplosivo molto potente che ha la caratteristica di presentarsi sotto forma di polvere.
E' facilissimo da rilevare prelevandone un campione ma sfugge ai metal detector e al fiuto dei cani anti-bomba.
Difficile che in un aeroporto vi siano dispositivi adatti a scovarlo ed analizzarlo in tempi brevi.
Al Asiri conosciuto anche come Abu Saleh sfruttò questa caratteristica fisica per nasconderlo all'interno delle cartucce di una stampante, ovvero il posto più naturale dove mettere della polvere bianca senza che nessun poliziotto se ne accorga.
Usò lo stesso artificio quando suo fratello Abdullah finse di volere abbandonare la lotta armata in Yemen e chiese un colloquio con il ministro dell'interno Saudita il principe Mohammed bin Nayef.
Riuscì a passare tutti i controlli di sicurezza dall'aeroporto al ministero grazie alla polvere sparsa sulle mutande o nelle cavità corporee e alla miccia composta di sostanze non metalliche.
Il ragazzo morì mentre il principe se la cavò.

Alcuni giorni fa è stato dato l'allarme dall'intelligence Americana circa possibili attentati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna che porterebbero la firma appunto del chimico Saudita.
Da sempre simpatizzante della fazione di al qaeda operante in Iraq, avrebbe ora formalizzato la sua adesione all'Isil lo stato Islamico dell'Iraq e del Levante.
Al Asiri non è un predicatore o uno in cerca di proseliti come al Awlaki di cui si pensa fosse alleato.
E' un operativo ed è molto bravo nel suo campo.
Riesce a studiare congegni sempre più evoluti e all'avanguardia e distribuisce le sue conoscenze tra potenziali allievi ed esecutori.
Secondo gli esperti Americani starebbe lavorando ad un esplosivo liquido nel quale possono essere immersi i vestiti che verrebbero poi fatti esplodere al momento opportuno.
Il suo reclutamento da parte dell'Isil esprime la volontà di questo gruppo di uscire dall'Iraq e rimpiazzare al qaeda a livello mondiale.
Un altro problema sarà appunto la reazione di al qaeda.
Difficile prevedere se soccomberà ma di sicuro cercherà di rafforzare la propria presenza attraverso attacchi mirati e di grande potenza.

Ciò che è accaduto a Bologna non va sottovalutato.
Anche se l'Italia non è tra i principali obiettivi, rimane sempre un soggetto interessato.
Città piccole che hanno un aeroporto non grandissimo e voli di linea di medio raggio, possono costituire una piattaforma ideale per attentati che servono ad attirare l'attenzione.
Bologna è anche una città cosiddetta laboratorio e sempre in fermento dal punto di vista politico e culturale.
D'ora in poi sarà bene non incorrere più in errori del genere.
La sicurezza deve essere affidata a gente competente e sveglia, in grado di valutare situazioni e pericoli.




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