domenica 29 giugno 2014

Sentenza smart

Interessante sentenza della corte suprema americana che ha inteso estendere i diritti del perquisito protetti nel mondo reale dal quarto emendamento a tutela della privacy, al mondo digitale.

A seguito di una lecita perquisizione in un veicolo contenente munizioni, il soggetto era stato condotto alla stazione di polizia.
Una prima disamina dello smartphone aveva spinto gli inquirenti ad iniziare un’indagine su una serie di atti criminali compiuti da una banda al quale egli presumibilmente apparteneva.
Gli agenti partendo da alcuni messaggi cifrati e scorrendo foto e video all’interno del telefono, hanno smascherato e portato in tribunale i responsabili che sono stati anche condannati.
Successivamente il proprietario dello smartphone si è appellato.
Secondo la legge Americana nessuna perquisizione può essere effettuata senza mandato del magistrato e deve rispettarne i limiti fisici.
Il poliziotto sia che si tratti di una perquisizione corporale o di un locale, non può ispezionare aree che non siano strettamente legate all’oggetto del mandato.
Ad esempio se si è in presenza di un soggetto sospettato di aver rubato un anello e di averlo messo in tasca e costui viene rintracciato a casa, non si può perquisire la dimora a meno che non sia stato specificato dal magistrato.
Nel caso dello smartphone la corte ha osservato che scorrere i dati in memoria non è come cercare un pezzo di carta in una tasca o in un cassetto.
Si deve per forza esaminarne tutto il contenuto e nei cellulari moderni sono praticamente conservate le vite delle persone.
Una eventuale perquisizione verrebbe ad invadere la privacy del possessore e di molta altra gente.
Questa sentenza, che annulla solo le incriminazioni relative a quanto emerso dalla perquisizione sullo smartphone,  stabilisce che il poliziotto può semplicemente effettuare un controllo fisico del cellulare per accertarsi che non contenga rasoi o oggetti che costituiscano un pericolo per la propria sicurezza e spegnerlo o togliere le batterie in attesa di un mandato per evitare che in qualche modo il contenuto possa essere modificato o crittato.
Nel mondo digitale è quindi difficile che vi siano i presupposti per un accertamento urgente.
Il lavoro della polizia non subirà comunque rallentamenti visto che è possibile ottenere un warrant per via telematica in pochi minuti.

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