Information obtained by Al-Akhbar confirms that Father Paolo is still alive and being held by ISIS. He was transferred a long time ago to Raqqa’s northern countryside, specifically to the Tal Abyad area near the Turkish border. Negotiations were renewed lately and the Italian government has joined these negotiations directly. Information also indicates that an Italian delegation visited the area about a month ago, met Father Paolo and sat with him for two hours. The delegation also held discussions with the kidnappers and several options were put on the table including releasing the priest as part of a deal that includes bishops Ibrahim and Yazigi. The possibility of releasing him alone without media coverage as happened with a number of journalists was dismissed.
al akhbar
Alla Farnesina non risulta che vi siano stati contatti tra una delegazione italiana e padre Paolo Dall'Oglio, come diffuso da diversi mezzi di informazione.
ministero affari esteri
«La Jihad degli europei ora è a Damasco. Ma c’è una cosa da capire: è vero che i servizi segreti lanciano l’allarme, eppure sono gli stessi che poi permettono il transito dei terroristi. Sono le vicende del basso mondo? Ma questa non è neppure fitna, discordia. Questa è solo zizzania. Ricordiamolo: il nemico del mio nemico è mio amico»
Anche quando si tratta di America? «Anche, certo. È amica.
repubblica via interestingpress
Solo Pietrangelo Buttafuoco nella sua immensa ingenuità di cantore dell'epoca moderna, poteva cadere nella trappola di Kamal.
Che non è un jihadista puro, non uno di quelli che riempiono le pagine delle relazioni dei servizi segreti e dei ricercatori di tutto il mondo.
Kamal è un Garibaldi dei giorni nostri . Un fine pensatore .
E ha detto una cosa giusta.
Che anche i nostri servizi, quindi si presume il nostro governo, da un lato lanciano allarmi e dall'altro trattano attraverso terzi con i jihadisti.
Si tratta di una lotta finta che va a rafforzare il terrorismo.
Non so se quanto scrive il giornale arabo sia effettivamente vero.
Questi sono giochetti mediatici che i jihadisti in guerra, proprio perchè rinvigoriti dalle trattative, amano.
Ma io mi chiedo perchè staremmo trattando.
Padre Dall'Oglio è andato là di sua spontanea volontà sapendo perfettamente che per riuscire ad operare con un minimo di autonomia doveva appoggiare una fazione.
Doveva stare dalla parte del regime e con l'Isis o con il nusra front.
Non c'è organizzazione umanitaria nè gruppi di suore e preti in zone di guerra falcidiate dall'estremismo di matrice islamica, che possano operare liberamente senza concedere il loro appoggio a qualcuna delle fazioni coinvolte.
Dalla Cecenia all'Afghanistan funziona così.
E' una regola per le onlus.
Padre Dall'Oglio è lì presumibilmente per partecipare alla guerra.
Quindi noi che cosa staremmo trattando ?
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