giovedì 24 aprile 2014
Angelino in focus
Ormai la vita è tutto uno slide.
Insomma ieri Angelino ha presentato questo mirabolante piano anti-ndrangheta, già preannunciato nel corso di una visita del capo della polizia in Calabria.
Non sono un tecnico ma non mi ha lasciato granchè impressionata.
Come al solito, commenterà chi ha la bonta di seguirmi.
La georeferenziazione, modello ormai attivo già da qualche anno a Milano e Palermo, di per se non risolve il problema della criminalità organizzata.
Razionalizza il lavoro degli inquirenti e aumenta la trasparenza presso il pubblico.
Aiuta in un certo senso a rassicurare il cittadino.
Però agisce su quelli che in gergo sono chiamati reati sentinella e che sono il polso dell'attività criminale associativa.
Il lavoro di selezione e analisi già c'era.
E i compiti di intelligence in ambasciate e uffici di polizia e giudiziari internazionali, anche quelli non costituiscono una novità.
Per quanto riguarda l'aggressioni ai patrimoni, è sembrato di capire dalle audizioni in commissione anti-mafia, che già si sta facendo molto.
Insomma ottocento uomini in più, magari non sono stati inviati là come spot elettorale, però la sensazione è quella.
Ci sono due questioni che questo piano non risolve :
le commistioni ndrangheta-politica e il ruolo che spesso e volentieri i servizi segreti hanno nelle terre sommerse dalle mafie.
Si possono dislocare quanti più uomini possibile e attrezzarli con le immagini della Google street view, però se alla fine per un allarme bomba in comune, il ruolo risolutivo ce l'ha un omino che attualmente è a Vienna, con tutti i suoi metodi e presumibilmente contatti più o meno leciti, allora di che stiamo parlando ?
A proposito :
tortellino ma è vero che stai per tornare ?
come back and stay for good this time
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