Pochi giorni fa a Venaria (TO) una ragazzina di 14 anni si è suicidata perché non riusciva più a sopportare i continui insulti e le offensive insinuazioni sul suo aspetto che alcuni cyberbulli postavano sui social network. Prima di lei, altre ragazzine sia in Italia che all’estero hanno compiuto o questo tragico percorso.
Non tutti i telegiornali ne hanno dato notizia, anche i giornali ne hanno parlato brevemente: probabilmente una notizia che non interessa più, che non fa audience; , eppure si tratta di una ragazzina di soli 14 anni. Nessun pensiero nemmeno per i suoi genitori.
gabriele rossi age er
Au contraire.
Ne hanno dato tutti notizia.
In maniera sbagliata purtroppo. Spacciando per cyberbullismo un episodio che era ancora da comprendere.
Poi quando è uscito fuori che si trattava d'altro, ne hanno dato notizia in pochi.
E se il rappresentante di un'associazione di genitori non l'ha ancora saputo, questo è lo specchio dell'Italia digitale.
Mi sono francamente stufata degli allarmi lanciati dalla polizia postale che presenta cifre parziali e non circostanziate, e di quelli delle loro associazioni di supporto che sparano numeri presi non si sa da dove.
Giorni fa un'associazione di categoria ha invece ben rappresentato una situazione di disagio degli insegnanti Inglesi, che sono bersaglio di critiche oltre il limite del lecito, sui social networks.
Le proteste dei ragazzi e dei genitori hanno raggiunto i livelli di violenza tipici del bullismo.
Però gli insegnanti non segnalano la cosa ai superiori o alla polizia, perchè pensano sia inutile o per timore di non essere creduti.
Se mi posso permettere un consiglio, da persona che di figli non ne ha, e forse per quello ne capisce più di voi :
insegnate ai vostri ragazzi che Internet è un mezzo e non un fine e soprattutto che la vita va vissuta nel reale, non nel virtuale.
Quindi qualsiasi tipo di disagio, accusa o vendetta vogliano compiere, lo facciano nella vita reale.
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