venerdì 7 marzo 2014

Segreti



Internet inizialmente era il paradiso dell'anonimato.
Il posto perfetto per riversare le proprie frustrazioni o anche i sogni in tutta tranquillità.
Un sostituto del diario che tenevamo da bambini chiuso in qualche cassetto.
Poi con l'avvento dei social e lo sviluppo aggressivo dei media, c'è stata un'evoluzione ulteriore.
Oggi se non si sta su Internet con il proprio nome o almeno con una foto, non si è nessuno.
O per lo meno si dubita che dietro un profilo ci sia solo un essere umano.

Nell'era del crimine informatico, la tracciabilità dell'utente è diventata di primaria importanza.

Il successo di applicazioni come whisper e secret, attraverso le quali ci si esprime in forma anonima, costituisce un ritorno alle origini.
Tanta gente sente il bisogno di esprimere pensieri ed emozioni senza essere riconosciuti.
Si cade però nell'inganno di confondere l'anonimato con la tracciabilità.
Queste applicazioni ci consentono di mettere una maschera in volto ma non ai nostri computer o cellulari.
Bisogna quindi continuare a fare attenzione a ciò che si scrive.

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