Per un 15enne è quel genere di sofferenza che non passa, e mentre lui si faceva sempre più piccolo, i bulli continuavano lo scherno sul web.
FINO a quando ha capito che non e l’avrebbe più fatta.
Si è confidato con i genitori, e quando questi hanno visto il grado di dolore del ragazzino, hanno deciso di andare a denunciare i persecutori.
Gli investigatori ne hanno identificati fino ad ora almeno quattro, ma le ‘ricerche’ non sono ancora finite.
Nel frattempo però, il bersaglio delle loro cattiverie ha deciso che in quella scuola non ci poteva più tornare. Così ha fatto le valigie e se n’è andato via anche da Rimini.
carlino rimini
Casi del genere si verificavano anche molti anni fa.
Forse in numero minore e con poco risalto sui media, ma già si avvertiva l'esigenza di dare ai ragazzi e alle loro famiglie, un aiuto concreto.
Così sono nate le associazioni di supporto a bambini ed adolescenti, che oltre ad una helpline telefonica, oggi hanno una forte presenza su internet.
Il mezzo virtuale, che crea una situazione di disagio, perchè dà la possibilità ai persecutori di infierire sulle proprie vittime con maggior forza ed incisività, diventa alla fine anche un'ancora di salvezza.
Nancy Lublin, già molto attiva in America con un'organizzazione che coinvolge i ragazzi al di sotto dei venticinque anni, in attività e campagne di sensibilizzazione su tematiche come il bullismo, le discriminazioni e la povertà, ha lanciato un'iniziativa tesa a convogliare le richieste di aiuto degli adolescenti in difficoltà, su un mezzo di comunicazione molto essenziale : il messaggio di testo.
Crisis textline è una piattaforma che invita i ragazzi con qualsiasi tipo di difficoltà, incomprensioni con i genitori, dipendenza da droghe o anche tendenze suicide, ad inviare un sms al centro, per segnalare il problema.
Di lì, il messaggio viene analizzato e smistato all'operatore competente, o ad un'altra organizzazione che può offrire un aiuto più mirato all'adolescente.
Spesso non si tratta di situazioni drammatiche e quindi non c'è bisogno di interventi complessi.
Però magari il disagio si trascina da tempo, e il ricorso al supporto si sviluppa in vari passaggi.
Così l'operatore conserva il log di tutti i messaggi inviati dall'utente, il che gli permette di fornire un aiuto nel tempo.
Il ricorso al messaggio di testo o alla webform, piuttosto che ad una chiamata telefonica, presenta lo svantaggio di non potersi rendere conto della gravità della situazione, attraverso la voce del soggetto.
Per contro però, si è rivelato un mezzo più selettivo ed in grado di andare al cuore della questione.
Spesso le persone che fanno ricorso alle helpline, sentono semplicemente il bisogno di parlare o sfogarsi, ma non hanno un problema reale.
L'sms impone essenzialità, che è proprio ciò di cui vanno alla ricerca i ragazzi.
E con la forma web, l'anonimato è garantito.
Ovviamente questo tipo di intervento non costituisce una soluzione a lungo termine, ma finora è riuscito a raggiungere un numero maggiore di giovani.
Sarebbe utile sfruttarlo o potenziarlo in Italia, per evitare di rivolgersi sempre alle forze dell'ordine, che ultimamente fanno spesso da tampone ma non sono la soluzione al problema.
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