martedì 31 dicembre 2013
Aspetto cruciale
INFATTI non si può non mettere in evidenza l’aspetto cruciale della crisi, cioè il fatto che Mosca, anche per circoscrivere l’influenza interna dell’islamismo, specialmente nell’area caucasica, abbia appoggiato le forze sciite, come Assad in Siria o Ahmadinejad, quando era al potere nello sciita Iran; e, al contrario, abbia combattuto i ribelli siriani e tutte le altre formazioni di ispirazione sunnita, con le quali ebbe già esperienza in Afghanistan, quando dovette lottare, dal 1979 per dieci anni, contro gli uomini di Osama bin Laden alleati ai Talebani. Perciò un attentato come quello di Volgograd può essere descritto nella sua dinamica come fatto di cronaca ma deve essere compreso anche nella sua portata di segnale rispetto a equilibri che riguardano lo scontro frontale che in questo momento divide il mondo islamico.
enniodinolfo qn
Per essere un articolo che campeggia sulla prima pagina di quotidiano nazionale, non è nemmeno male.
Manca un assunto di fondo.
E che cioè adesso, non è più questione Islamica o di scontri sunniti-sciiti.
Si tratta di una guerra globale, tra Occidente e Oriente.
Nelle ultime settimane prince Bandar bin Sultan, è andato a trovare Putin abbastanza spesso.
Senza troppi giri di parole, gli ha detto, che se non avesse cessato di appoggiare Assad e l'Iran, gli avrebbe fatto il mazzo, proprio a Sochi con i terroristi.
E non sarebbe difficile ipotizzare, che i campi di addestramento messi in piedi da Umarov, siano finanziati dai Sauditi e dagli Americani.
L'immagine dell'ambasciatore Americano a Mosca, che posta sulla sua pagina facebook, una nota che ricorda come l'America abbia messo una taglia su Dokka Umarov, e che concorda con l'internauta Russo, sul fatto che nè Putin nè Medvedev, abbiano tenuto un discorso alla nazione dopo gli attentati, è un pò la sintesi di una tragedia che ha sempre meno, connotati Islamici.
E' come se domani Obama mettesse una taglia sulla testa di Matteo Messina Denaro perchè la mafia è estesa anche su suolo Americano, e dicesse che la nostra polizia non fa abbastanza per prenderlo.
In Sicilia non c'è il petrolio e il nostro governo non conta nulla a livello mondiale, però potrebbe accadere.
A quel punto il problema non sarebbe più siciliano, o questione di lotta alla mafia.
Ma una semplice lotta di potere.
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