mercoledì 14 agosto 2013

Drops

"There is no one who knows me – or who has ever known me – who knows anything about me, really...
They're going to tell you something that does not line up with anything I tell you because I'm two different people basically."

"How long have you been two different people?" 

"Long time. Fourteen years."


Il caso Keyes oltre al fatto che anche la mitica FBI ogni tanto si inceppa, è la dimostrazione di come il modello federale Americano, con tutti i suoi meccanismi legali e di sicurezza, non sia poi così perfetto, né tantomeno facilmente esportabile. Bisogna comunque dar credito all’agenzia, cosa che di rado accade per le altre polizie, di aver ammesso gli errori commessi e la propria incapacità, per poi chiedere aiuto alla popolazione.

Israel Keyes, a differenza dei classici serial killers, si è mosso in lungo e in largo per l’America, rendendo difficile l’individuazione dei suoi crimini da parte delle autorità, e ha scelto vittime molto diverse tra loro. Spesso ha avuto l’accortezza, di adescare il proprio obiettivo in uno stato, portarlo in un altro per ucciderlo e di nuovo trasportarlo in un terzo stato, per seppellirlo.
Questo giochetto di saltare da un sistema giurisdizionale ed investigativo all’altro, ha fatto si che, la polizia non sia mai riuscita ad individuare lui, né le presunte vittime.
Si parla di presunte, perché anche dopo la cattura di Keyes l’anno scorso, i crimini accertati sono solamente due, confermati dallo stesso assassino, il quale messo alle strette, ha confessato, sapendo che la polizia sapeva di quelle morti.
Non c’è stato tempo di fargli confessare tutti gli altri, perché l’uomo si è ammazzato, e inspiegabilmente le guardie carcerarie non hanno potuto impedire l’evento.
Ora l’FBI sta effettuando un ultimo disperato tentativo di individuare le altre vittime, una decina, mettendo a disposizione del pubblico, i video degli interrogatori di Keyes, e il calendario degli spostamenti da lui effettuati su territorio nazionale, in un arco temporale che va dalla fine degli anni novanta al 2011.





Secondo la polizia di Los Angeles, dopo circa cinque anni, quello che loro chiamano, il violentatore della lacrima, sarebbe tornato a colpire in Giugno .
Gli unici elementi in possesso degli investigatori sono il modus operandi, l'uomo si avvicina alla vittima con fare non sospetto e poi tira fuori un coltello o una pistola, l'aspetto ispanico e un tatuaggio a forma di lacrima/e.
Questo individuo, molti dubitano che si tratti della stessa persona vista la pochezza degli indizi a disposizione, agirebbe in quella zona dal 1996, e il numero delle vittime è di 35 donne.
Il casus belli che ha allertato le associazioni per i diritti civili, è il tipo di ricerca su dna che la polizia vuole effettuare.
Non avendo avuto riscontri con un dna perfettamente equivalente nel database, si vuole procedere ora per somiglianza con i dna di eventuali familiari schedati.
E' lo stesso tipo di tentativo, che i nostri inquirenti stavano facendo, secondo la stampa, per Yara Gambirasio, con la differenza che da noi, non credo nemmeno si pongano il problema, se effettuarlo su individui schedati o meno.
Poichè i dna che combaciavano, erano solo dieci, quindi la tesi degli investigatori è alquanto traballante, i difensori dei  diritti civili, stanno dando battaglia, affinchè non si crei un clima da caccia alle streghe.



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