lunedì 20 maggio 2013
Segni
«Io non voglio che Antonio resti ancora chiuso lì dentro.
Lo so che non si è reso conto di quello che mi ha fatto e voglio tornare con lui»
«Non è vero che ho subito percosse, lei vede altri segni sul mio corpo?»e mi sono accorta di avvertire sempre di più l'assenza di Antonio»
Ho già detto ai miei avvocati di voler ritirare la denuncia penale che ho sporto nei suoi confronti in quei momenti difficili e di mia semincoscienza — svela Rosaria — perché immagino che questo possa aiutarlo a venire fuori da quel posto.corriere
Non si è reso conto, però l'ha fatto .
Non credo che si tratti di un tipico caso di sindrome di Stoccolma, applicato ad una donna che subisce abusi .
E' che a vent'anni, la vita appare in un certo modo .
Si hanno altre priorità : l'idea del principe azzurro è associata ad un uomo bello, di successo, che ti fa sognare sul momento .
E si ha anche, una visione della vita molto ottimistica, che porta a pensare che la gente possa cambiare e che gli errori non tendano a ripetersi .
Non si tiene conto inoltre, del fatto che la persona che ci ha arrecato un danno, potrebbe farlo ad altri .
Basterebbe questa riflessione per convincerla a denunciare .
Non la sto condannando nè sottovalutando, ho anche pregato molto per la sua salute in questi giorni, ma avendo passato i venti da un pò, forse riesco a comprenderne l'atteggiamento .
E' naturale che sia così .
Si matura anche grazie a certe esperienze, se Dio ci concede tempo .
Tra qualche anno, si pentirà di aver pronunciato quelle parole, ma avrà compreso ormai, che il ciclo della vita è quello e non ci si può sottrarre .
Si cresce inciampando .
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