lunedì 6 maggio 2013

I Us


Lo "ius soli" è un ingrediente essenziale per definire che cosa debba essere oggi la cittadinanza. I diritti che nascono sulla base del legame con il sangue e con la stirpe appartengono a una cultura di derivazione fascista. Cittadini si diventa, in qualunque paese civile del mondo, nascendo in quella determinata terra.

Ripartire dal diritto di cittadinanza per tutti i nati in Italia è una necessaria, doverosa, indispensabile riparazione.
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Anni fa Milly Carlucci, spiegò il perchè, ogni volta che si avvicinava il tempo di un parto, andava in America .
Era per far ottenere ai figli il passaporto, così quando sarebbero diventati grandi, avrebbero avuto un'opportunità di lavoro .

Un discorso del genere, è accettabile per un Paese come l'America, costruito sull'immigrazione, e che produce grande benessere, nonostante altrettanta povertà .
Se si va in America, ci si va, per far parte del sogno Americano .
Quando si viene qui in Italia, non si cercano opportunità di investimento o di lavoro, per il semplice fatto che non ce ne sono .
Qui si viene per risiederci, in attesa di qualcosa di migliore .

Lo ius soli attirerebbe molti cittadini dell'Est Europeo e del Maghreb che, duole dirlo ma è così, la fanno da padrone nelle statistiche annuali della criminalità organizzata .
Si deve indubbiamente pensare ad una procedura standard, che eviti problemi ai ragazzi fino ai diciotto anni di età, ma garantire la cittadinanza a chiunque, genererebbe il caos .

No, la nascita non basta a farci sentire figli di una terra, non è così per tutti almeno .
E' ora che l'Italia cominci ad essere concreta .
I parolai e i sognatori, possono pontificare su internet .
La vita reale è un'altra cosa .

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