«La risposta della banca», commenta Pasquale Di Ferdinando dell’associazione Robin Hood, «è priva di fondamento ed offensiva della buona fede e della intelligenza del consumatore. Inoltre non tiene conto che la legge sui sistemi di pagamento impone alle banche o alle società emittenti oneri probatori gravosi: equivale a dire che nella maggior parte dei casi sono le società a dover sopportare i danni conseguenti a truffe informatiche e non, come sinora accaduto, i consumatori».pdn
Gli accordi firmati dal dott. Apruzzese con Unicredit ed altri, servono a contenere i danni .
Le piccole banche che non appartengono alla casta delle infrastrutture critiche, si devono arrangiare .
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