mercoledì 17 ottobre 2012

Tra Emiliani ed Aquilani

Mentre ascoltavo le interviste degli Emiliani colpiti dal terremoto, nell'immediato, pensai che la loro reazione era ben diversa da noi meridionali .
Nessuno di loro urlava o si lamentava .
Erano gia' proiettati verso la ricostruzione, la rinascita .
La cosa non mi stupi' .
Ho vissuto da quelle parti un bel po', e conosco la tempra di quella gente .
Pero' bisogna anche tenere in considerazione il fatto, che vivono una realta' diversa e si devono confrontare con una storia nettamente differente .
Insomma la macchietta del meridionale piagnone, puo' andar bene per il Crozza di turno .
Se vogliamo discutere seriamente, la questione meridionale, bisogna guardarla da un'altra prospettiva .

Cosi' quando ho letto i primi lanci di agenzia sulle dichiarazioni del prefetto Gabrielli, gia' mi figuravo le reazioni qui da noi .
E ripeto, da un punto di vista meramente formale, sono d'accordo con lui .
Noi siamo portati a lamentarci .
Pero' quando ti colgono certe disgrazie, una dopo l'altra in continuazione, e' un po' difficile darsi coraggio .
La cosa che comunque stupisce, sono le sue valutazioni tecniche .
Ha messo a confronto due terremoti che hanno colpito zone diverse, e con modalita' decisamente non confrontabili .
La capacita' di progettualita', potrebbe essere presa come termine di paragone, ma nemmeno tanto, vista la disparita', se Bologna fosse stata colpita .
Qui da noi e' L'Aquila che ha subito le conseguenze maggiori .
In Emilia sono state colpite zone rurali ed industriali .
Quello che mi ha lasciato perplessa, e' appunto la pochezza dell'analisi .
Non stupisce quindi, che la gente qui non lo ricordi con particolare entusiasmo .

E ci si torna a chiedere, se veramente in questo Paese, le persone in posizione chiave, siano scelte per merito o che .
Mi ha fatto anche sorridere il fatto che, dopo la replica del sindaco Cialente, il prefetto abbia ribadito il concetto, con convinzione mista ad arroganza .
Sarebbe grave se diventasse capo della polizia .

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