«Speravo che lo mandassero a fare servizio in una clinica come quella dove è stato mio marito per un anno per vedere con i suoi occhi quello che aveva fatto. Dopo il processo e dopo la condanna mi auguro che Matteo rientri in carcere. La notizia della sua imminente uscita è stata un fulmine a ciel sereno. Mi auguro solo che la comunità serva a quel ragazzo, a capire il valore della vita. L’ha fatta davvero grossa».leggilo.it
In casi come questo , divento una iena .
Ma gridare allo scandalo, non e' una soluzione .
Io credo che il ragazzo non si sia reso conto di quello che ha fatto, del significato che il suo gesto assume .
Cioe' non ha compreso finora, quanto dolore ha portato nella vita di alcune persone .
E non e' colpa sua . Come lui ce ne sono tanti .
L'Italia di oggi e' un Paese senza valori, moralita', sentimento .
Non generalizzo . Dico semplicemente quello che vedo .
Non si e' reso conto di quello che ha distrutto, uccidendo quel carabiniere .
E allora bisogna farglielo capire .
Bisogna ridargli una vita normale, ma piu' completa .
Come ha detto la moglie di Matteo, bisogna fargli fare servizio in una clinica di quel genere, e anche tanti altri tipi di servizi alla comunita' .
Al tempo stesso bisogna reinserirlo nella societa', ridargli un'esistenza .
Bisogna fargli fare una vita normale, sana, con amici e famiglia .
Tutto cio' deve protrarsi per circa 10-15 anni .
Deve essere libero di sentirsi realizzato come essere umano, di sentirsi utile, parte di un qualcosa di importante .
Deve provare cosa e' la felicita' vera, o la serenita' .
Poi d'improvviso, bisogna sottrargliela, sbatterlo in galera, in una cella buia, piccola e deserta, e lasciarlo marcire li', per il resto della sua vita .
Solo cosi' capira' il dolore che ha arrecato .
Solo cosi' paghera' per quanto fatto .
Questa e' giustizia vera .
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