La prima morte importante, se cosi' la si puo' definire, in famiglia, risale a quasi trent'anni fa .
Fu la nonna che si aggravo' mentre io ero via .
Quando tornai dall'Inghilterra, la andai a trovare e mi chiese se mi avevano dato la pasta, che sapeva che agli Inglesi non piaceva .
Me la fecero vedere morta nel letto d'ospedale, con una fascia che le serrava la mandibola .
Me la ricordo ancora .
A quel tempo ero al liceo . Non so se piansi .
Pero' osservai la sofferenza di mia madre .
Adesso ti ricorderai per sempre che il tuo compleanno cade il giorno prima dell'anniversario della morte di nonna, le dissi .
Lei non rispose, ma le mie parole, stupide come puo' esserlo solo un'adolescente, la colpirono .
La sentii mentre le ripeteva al telefono ad un'amica .
Mi piaceva origliare le telefonate di mia madre .
Pensavo di carpire chissa' quali segreti, quelli che non aveva .
Mi resi conto di quello che significava la perdita della nonna, quando poco dopo smettemmo di trascorrere i pranzi delle festivita' con i miei cugini .
All'improvviso non ci riunimmo piu' .
Ci scambiavamo gli auguri per telefono, ma ci incontravamo sempre meno .
E l'altra mia zia che viveva con la nonna , si trasferi' a Pescara .
Cioe' capii che cio' che teneva assieme la mia famiglia, erano la nonna e quella grande casa di Chieti, dove ci incontravamo a Pasqua e Natale, per mangiare e giocare a tombola e a carte .
Morta nonna Maria e lasciata la casa, era come se un pezzo della nostra vita fosse andato in soffitto e il legame che c'era tra noi si fosse dissolto per sempre .
Ovviamente non era cosi', ma cosi' lo percepivo .
Poi qualche anno fa mori' il fratello di mio padre .
Quella che ne soffri' di piu', fu mia sorella .
Io non tanto, perche' mia madre aveva sempre cercato di tenerci separati, ed era facilitata nel compito, dal fatto che lui e le cugine vivevano a Roma .
Non so per quale motivo non lo sopportasse .
Glielo chiesi e mi rispose che faceva pesare troppo a mio padre il fatto di averlo fatto studiare in tempi in cui non avevano soldi, e di averlo aiutato sotto la guerra .
Non so se mi disse la verita' .
Mia madre, come tutte le donne, quando decide di tenere un segreto, lo tiene .
Fatto sta comunque, che la famiglia di nostro padre e' praticamente sconosciuta per noi .
Non giudico . Mi limito a dire che spero di non ripetere l'errore casomai capitasse .
La famiglia e' importante, quella di provenienza, non quella che uno si fa .
Una cosa acquisita tardivamente, e' sempre una cosa relativa, su cui non puoi fare affidamento .
E poi giorni fa e' venuta a mancare la sorella della mamma .
Stavolta e' stato straziante, perche' mi sono resa conto del suo dolore e non ho saputo lenirlo .
Mi ricordo che quando nacque il primo nipote, chiesi alla zia se magari ci avrebbe tenuto in minor conto .
Quando si e' giovani, ma anche dopo, si ha sempre paura di perdere l'affetto .
Si pensa che sia una cosa che possa aumentare o diminuire a comando .
Lei senza inquietarsi, mi rispose che non sarebbe accaduto .
E cosi' fu .
Si chiamava come me, Marialuisa .
Il giorno di San Luigi Gonzaga facevamo quasi a gara a chi telefonava prima per gli auguri .
Vinceva sempre lei .
Mi mancheranno le sue telefonate mattutine per le ricorrenze, la sua voce calda .
Quando tornai a casa dopo sei anni, fu la prima a venirmi a trovare .
Era cosi' felice di rivedermi .
Lei e' morta il giorno del compleanno della mamma, che fortunatamente avevamo festeggiato Domenica .
E l'aveva chiamata quella mattina .
Per quanto tragico possa essere, parlare con la propria sorella poche ore prima che muoia, credo che sia stato il dono piu' grande di Dio per entrambe .
Non ho perso solo una zia, ma anche stavolta si tratta un altro pezzo di vita che se ne va .
E non vedo rimpiazzi all'orizzonte .
E' tutto a pezzi .
Vorrei firmare un armistizio o una tregua, magari proprio Sabato, ma non so con chi .
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