mercoledì 5 settembre 2012
Diaz Chiocci-Di Meo con Vincenzo Canterini
Ciao Vince' .
Quest'estate te la devi dimentica' le vacanze, le grigliate di pesce , i bagni a Viareggio .
Lo sai o no che stai per prenderla nel culo ?
Credo che a Luglio ti tocchera' faticare non poco .
Sai per quel summit per quei potenti del pianeta ?
Be', al Viminale stanno pensando a te come comandante di un gruppo scelto, selezionato, una specie di task force di teste di cuoio con scudo e manganello, capace di intervenire al momento giusto nel posto sbagliato .
E sai che ti dico ? Le vacanze fattele adesso, vai a Santo Domingo o alle Maldive, che poi saranno cazzi tuoi .
Vera o immaginaria che sia, la telefonata ricevuta dal dott. Canterini, con la quale si apre il libro, riassume in un certo senso, lo spirito delle memorie raccolte all'indomani della sentenza di Cassazione .
L'ex comandante della celere, non ci sta a fare da caprio espiatorio per un'operazione mal riuscita, che si e' dimostrata un po' la Waterloo della polizia e dell'intelligence Italiana .
Ci sono diversi elementi portati da Canterini, che fanno pensare che molto ancora, per quel che riguarda la vicenda Diaz, debba venire alla luce .
Pero' si tratta sempre di sensazioni, di interpretazioni personali di fatti che hanno coinvolto lui e i suoi uomini, di valutazioni del capo celerino che si e' visto estromesso dalle stanze dove si presero decisioni che poi determinarono quella che fu definita la macelleria messicana .
Sono particolari che non possono costituire la base per un nuovo processo, ne' per l'istituzione di una commissione parlamentare .
Canterini, anche giustamente, non sa spiegarsi come tanti uomini , mezzi ed energie, furono impiegati nella preparazione dell'evento, quando poi quegli stessi furono, a suo parere, usati solo come comparse .
Guarda con sospetto alla presunta insofferenza da parte di La Barbera ed altri dirigenti convenuti in riunione quella notte, e giudica poco professionale la decisione di non visionare la mappa della scuola e il rifiuto alla sua proposta di gettare il gas lacrimogeno all'interno per costringere gli eventuali terroristi a venir fuori .
In buona sostanza il dirigente, in maniera velata, ma neanche tanto, accusa i colleghi, e chi li dirigeva da Roma, di malafede .
A mio modesto parere, il punto su cui ragionare, e' questo : fu proprio la buona fede a far credere che la scuola costituisse un deposito di armi gestito da un gruppo di persone pericolose .
Sicuramente i rapporti dell'intelligence, indussero a credere cio'.
E allora non e' che ci fosse molto tempo da perdere alla disperata ricerca di una cartina .
Se dentro c'erano terroristi pronti a sparare, i lacrimogeni avrebbero potuto ben poco . Non sarebbero stati sufficienti ad aprire un varco per costringerli alla resa .
Le conferenze stampa lampo sono routine per polizia e carabinieri .
Non necessariamente quella successiva all'operazione, era stata preparata in largo anticipo .
Il generoso tentativo di Canterini, di rendere giustizia ai suoi uomini descrivendone il carattere e le gesta, e' piu' che comprensibile .
Alla fine pero' cade nella solita vecchia trappola del "diamo addosso ai cattivoni della polizia", ovvero i De Gennaro e i La Barbera, e tutto il nucleo storico che ruotava e ruota loro attorno .
Qui mancano le responsabilita' dell'intelligence, Italiana e straniera, o le si accennano con la storia dei GOS .
Quando un presidente Americano si muove in giro per il mondo, non si affida mai esclusivamente alla polizia locale, tanto meno se questa e' Italiana . Non godiamo di grande fama .
Quindi manca, all'interno dello scenario descritto da Canterini, qualcuno o qualcosa.
L'errore di base e' stato quello di aver mandato gente esperta di terrorismo e criminalita', quando a Genova c'erano quattro sfigati ma agguerriti e armati di spranghe e bastoni .
Pero' se le informative fornite, parlavano di terroristi, c'era alternativa ?
Il libro va valutato con attenzione, per quello che e' : lo sfogo di una persona che ha lavorato per tutta la vita al servizio dello Stato e poi e' stata scaricata, a suo parere, ingiustamente .
E' un instant book uscito in un momento in cui la rabbia contro i vertici della polizia, l'ha fatta da padrone nelle piazze e sui social networks .
Va esaminato con rigore per capire quali meccanismi regolano le azioni di polizia in certi frangenti, per capire come anche i celerini, bollati spesso come Rambo senza cervello, siano uomini che hanno un cuore e meritano rispetto anche quando sbagliano .
Questo libro deve insegnare che quando andiamo allo stadio o al palazzo dello sport, prima di gridare in faccia ad un operatore delle forze dell'ordine "mestiere di merda carabiniere", e' bene pensarci due volte, perche' di certo noi non siamo migliori di loro .
Le memorie di Canterini costituiscono un grido d'allarme volto al bisogno di avere una polizia piu' preparata ed una giustizia piu' giusta .
Sono uno spunto di riflessione utile al semplice cittadino, come all'alto dirigente che sta a Roma e che ha potere decisionale .
Sono insomma un input che si spera chi di dovere presto raccolga, affinche le cose cambino .
Devono cambiare cervelli e metodi .
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buona analisi...
RispondiEliminaTroppo buono ^_^
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