giovedì 12 luglio 2012

Khat


Sarà anche per gli effetti della crisi, sarà perché il consumo di droghe non smette mai di crescere, sarà perché sono di più semplice commercializzazione perché bypassano il fiuto dei cani antidroga, che anche nel Vecchio Continente si va diffondendo l’uso di droghe a basso costo ma dagli effetti dannosissimi.
È accaduto, così che presso l’aeroporto di Brindisi i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Brindisi a seguito di una preventiva e mirata analisi dei rischi finalizzata al contrasto e alla repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, hanno sequestrato ben 18 kg di “catha edulis”, meglio nota come khat.
Lo stupefacente, composto principalmente da arbusti e foglie di un pianta originaria dell’Africa orientale e dell’Arabia meridionale, era nascosta nel bagaglio di un cittadino somalo. 
ilmetropolitano

Non liquiderei l'evento come episodio casuale o isolato .
Il khat e' coltivato in enormi quantita' in Paesi ad elevato tasso terroristico come lo Yemen .
Sono sicura che la polizia eseguira' ulteriori approfondimenti sul cittadino in questione .

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