Rivedendo quindi in parte la pronuncia del Tribunale amministrativo, il Consiglio di Stato afferma che l’occupazione dell’istituto scolastico è stata «opera di una pluralità di studenti» e che manca «nel provvedimento impugnato l’indicazione del contributo causale apportato dallo studente all’effettivo verificarsi dei danni». Corriere
Le sentenze non producono messaggi.
E i ragazzi di oggi, non quelli che soccombono alle radicalizzazioni di stampo ideologico e religioso, non ragionano in modalità messaggio. Sono alla ricerca di dialogo e comprensione.
Se non lo trovano utilizzano lo scontro.
Piuttosto che svilire la sentenza del consiglio di stato bisogna apprezzarne la sottigliezza.
Se scarseggiano le prove a carico per un individuo ma non per tutti è possibile che il tassello mancante dell' indagine provenga dalle testimonianze degli stessi studenti.
Che hanno avuto paura di parlare o di accusare uno di loro.
La lezione che una sentenza può insegnare è che bisogna dire la verità sempre.
Anche quando questa va contro noi stessi.
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