Secondo i manifestanti, Roma starebbe cercando di trasformare la Libia in una zona di contenimento per i flussi migratori diretti verso l’Europa.
Campagne social
Le proteste nascono da una campagna sviluppatasi nelle ultime settimane sui social media, dove si sono diffuse accuse secondo cui organizzazioni internazionali e agenzie delle Nazioni Unite starebbero lavorando a progetti di reinsediamento permanente dei migranti in Libia. Una ricostruzione che è stata categoricamente smentita dalle stesse Nazioni Unite. Nigrizia
Il fattore che avvelena ulteriormente l' atmosfera in Libia è certo modo di intendere il giornalismo a digiuno di questioni africane e mediorientali e quindi facilmente strumentalizzabile dai contatti locali che mettono a disposizione dei giornalisti la narrazione utile a intercettare il loro desiderio di visibilità. Il che li porta a schierarsi e a stravolgere-inventare gli eventi.
Questo fenomeno colpisce sia il governo di Tripoli che gli Haftar. Di conseguenza anche la roadmap delle nazioni unite e il famigerato piano Boulos che con tutti i limiti del caso costituisce un elemento di novità sul quale lavorare.
Il buon Rama evidentemente distratto dagli inchini al capo di governo italiano ha sottovalutato la portata delle battaglie ambientaliste.
Non nomina direttamente l' Iran proprio lui che ospita un nutrito gruppo di dissidenti, secondo alcune classificazioni ritenuto gruppo che utilizza metodi di stampo terroristico, caro a politici americani ed europei di basso profilo ma con rapporti di certo tipo consolidati.
Forse è la prima volta che si è reso conto di avere messo l' Albania al centro di interessi troppo alti e multipli.
Al netto di fake e bot che lo hanno bombardato in questi giorni l'Europa deve valutare al meglio conseguenze e reale necessità dell' ingresso dell' Albania di Rama nell' unione.
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