È vero, come si diceva, che il sostegno al regime di Assad rappresenta una macchia grave nella storia recente della politica regionale iraniana. È stato un errore drammatico, che ha contribuito a una tragedia umanitaria immensa e che molti musulmani, giustamente, non possono dimenticare. Ma la politica internazionale non si giudica attraverso un singolo episodio isolato dal resto della storia. Se così fosse, non esisterebbe al mondo nessuno Stato che possa rivendicare una storia priva di errori o di colpe. La questione che si pone oggi è un’altra. D. Piccardo la luce
Nella guerra di Siria che ho seguito io c'erano bambini squartati e soldati bruciati dalle truppe di Sardar Soleimani.
Magari tra vent'anni potremmo storicizzare o contestualizzare.
Per il momento un musulmano che uccide un altro musulmano a me pare cosa un po' più grave di un errore o macchia che dir si voglia.
L' Iran che bombarda i Paesi del Golfo con la scusa delle basi americane è lo stesso che teneva in piedi Assad.
La guerra attuale ha poco a che fare con il settarismo. E' questione di interessi.
Qui entrano in gioco americani e israeliani.
Se l' Iran non si decide a sedersi ad un tavolo di trattative con l' intenzione di arrivare ad una soluzione gli israeliani continueranno a giocare sporco.
Questa è la guerra di Netanyahu. Non dei musulmani.
Cioè di uno accusato di genocidio.
Parola di Turki al Faisal.
Nessun commento:
Posta un commento