I sostenitori ne parlano come di un benefattore dal momento che le sue aziende di costruzioni portano lavoro e affari.
Gli scettici puntano l'attenzione sulla scarsa trasparenza delle operazioni e i legami presunti con l'opposizione tunisina che gli avrebbero procurato problemi con l'autorità giudiziaria del proprio Paese.
Già lo scorso anno Nefir aveva stretto accordi con il fondo libico per la ricostruzione relativamente a progetti per lo più legati a strutture ospedaliere e ricettive.
In questi giorni avrebbe ulteriormente incrementato la collaborazione aggiungendo la costruzione della sede centrale della banca a Benghazi.
Le immagini diffuse ai primi di Febbraio da profili social presumibilmente a lui vicini non permettono di stabilire data e luogo dell'incontro.
Il gruppo di Haftar non ne ha dato formalmente notizia.
Secondo alcuni Nefir risiederebbe negli Emirati Arabi per problematiche di vario tipo.
Inerenti agli adempimenti fiscali in patria innanzitutto.
Nel frattempo Khaled Haftar ieri ha aperto a Benghazi* la prima conferenza strategica dell'area mediterranea e subsahariana con al centro il tema del contrasto ai crimini transnazionali.
Il forum che si concluderà domani vedrà protagonisti anche i rappresentanti dei Paesi interessati alle questioni connesse tra le altre cose all'immigrazione.
*LNA

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