“Who were those who tried to stop MIT trucks in Adana while we were trying to send humanitarian aid to Turkmens?,” Erdogan said in a television interview last August.
“Parallel judiciary and parallel security ... The prosecutor hops onto the truck and carries out a search. You can’t search an MIT truck, you have no authority.”reuters may 2015
Adana'da Cumali İ.’ye cep telefonundan ulaşan bir kişi, kendisini Milli İstihbarat Teşkilatı (MİT) mensubu olarak tanıtıp, MİT Başkanı Hakan Fidan’ın talimatıyla gizli bir operasyon yönettiklerini söyledi.
'GİZLİ BİR OPERASYON' YALANI
Dolandırıcı, Cumali İ.’ye “Kimlik bilgilerin terör örgütlerinin eline geçmiş. Senin adına örgütsel faaliyetler yürütüyorlar. Biz bunu senin yapmadığını biliyoruz ancak gerçek zanlıları yakalamak için gizli bir operasyon yürütüyoruz. O nedenle her dediğimizi yap, bir vatandaş olarak bize yardımcı ol.” diyerek, onu korkuttu. ensonhaber
I servizi segreti per loro natura fanno paura al comune cittadino. Ma quando la fama del direttore li sovrasta, è anche naturale che l'ideatore di una frode punti sulla sua figura.
I traffici del periodo rivoluzionario invece, sono una realtà vera e propria conosciuta ai più.
Specialmente ai cittadini turchi.
Ora se io vivessi al confine con la Francia e fossi a conoscenza di carichi d'armi scortati dall'Aise e diretti a dissidenti francesi, ben mi guarderei dall'andare a denunciarli alla polizia. L'abbicì dell'intelligence prevede che le agenzie siano dedite ad operazioni di tipo particolare autorizzate e monitorate dal governo. In più una denuncia del genere sarebbe solo fonte di guai.
Mustafa Ihlan invece, non solo conosceva i dettagli dell'operazione ma ha anche avvertito le autorità. Come non credere che l'abbia concepito in seno al FETO come azione eversiva contro il governo?
Infatti per lui in questi giorni sarebbe stato chiesto l'ergastolo.
Campagna elettorale a colpi di promesse e minacce.
L'Erdogan visto e sentito in questi giorni ha evidentemente paura di perdere.
E il problema non è solo la lira in caduta libera o la disoccupazione.
Il cittadino turco medio, anche in una partita dal sapore locale, non vede i vantaggi di avere un presidente con i super poteri quando la Turchia non è più protagonista.
Il sistema delle alleanze potrebbe non bastare. Il test decisivo più che Istanbul, questa volta è Ankara. C'è da vedere se prima di domenica verrà messo in scena qualche colpo finale.
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