giovedì 27 dicembre 2018

Tolerance too much

"It is a great privilege to provide UAE government employees the opportunity to travel and perform Umrah this year. It’s a fitting way to conclude the “Year of Zayed” and welcome “Year of Tolerence," as we continue to spread the inspirational messages and values of the founding father of the UAE, His Highness Sheikh Zayed. We wish the pilgrims a blessed journey and safe return home.” wam

Si tratta di una iniziativa lodevole, ma comunque in linea con le tradizioni del Golfo.
Sovente Sheikh Ahmed bin Saeed sottolinea l'importanza dell'operato di Sheikh Mohammed bin Rashed. In questo caso ci potrebbe essere però un motivo più serio.
Tutte le iniziative intraprese in vista dell'arrivo del Papa, e tese a rafforzare a livello internazionale l'immagine degli Emirati come luogo esemplare per la convivenza pacifica, potrebbero avere alimentato il malumore della popolazione locale che non vede di buon occhio il proselitismo selvaggio di cui si rendono protagonisti in particolare i cristiani evangelici e anche la grande attenzione (soprattutto in termini di sostegno economico) dedicata dalla famiglia reale al dialogo  interreligioso e ai luoghi di culto.
Mohammed bin Zayed sacrifica spesso i bisogni percepiti dalla realtà locale a quelli che sono i suoi interessi in campo internazionale perché è in fondo il leader più forte tra tutti quelli degli Emirati e ha poco da temere.
Sheikh Mohammed bin Rashid deve fare i conti con una dimensione più modesta e spesso a rischio a causa delle incertezze che dominano il panorama di Dubai.
In questo senso l'assist fornito in questa ed altre occasioni da Sheikh Ahmed bin Saeed (una specie di governatore ombra di Dubai) può risultare decisivo per la sopravvivenza degli Al Maktoum.

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