giovedì 20 dicembre 2018

Tenore

Non si trovano nè il testo della sentenza e neppure il comunicato dell'Arma. Però io credo che sia arrivato il momento di fare una riflessione generale sullo stato del nostro Paese.

Ci troviamo di fronte a un uomo che si è impegnato a servire lo stato con la esse maiuscola. E lo ha fatto in parte nell'Arma e anche nell'Aise.
Quando ha avuto il privilegio di passare ai servizi segreti e in una delle agenzie migliori al mondo (ricordiamolo e diciamolo ogni tanto) non è dovuto andare al centro impiego a elemosinare un colloquio con il direttore o con lo psicologo.
Il comandante generale dell'Arma e il direttore dell'Aise si sono incontrati una mattina a colazione o a pranzo (chissà se anche loro hanno il cuoco personale come il console Giandomenico in Nigeria) per discutere i termini della questione. Versione questa, riportata dalla stampa e che prendiamo per buona visto che non è stata confermata ma nemmeno smentita.
A quel punto il colonnello è passato all'Aise e ha fatto il suo ingresso a Forte Braschi.
Si tratta di una struttura che accoglie un comparto d'intelligence e non una caserma dei carabinieri in campagna. Detto con rispetto parlando. Giova ricordarlo perchè la battuta che il colonnello avrebbe fatto, sulla posizione scelta per il metal detector, non si addice alla fama di grande investigatore che in molti gli attribuiscono.
Ebbene una volta entrato, è stato ricevuto dal direttore in persona.
Roba che io che me lo sono studiato per anni, e ne ho scritto pure, al massimo il direttore (now former) posso incontrarlo nei meandri dei sogni diurni.
Poi è successo quello che è successo e il colonnello De Caprio è tornato nell'Arma.
Sempre senza bisogno di andare al centro impiego.

Ora io capisco i problemi del generale Nistri, anche più complessi dei suoi predecessori viste le insidie dell'era moderna, nel gestire un personaggio del genere e le sue provocazioni (tali sembrano).
Però con quella dichiarazione sul disprezzo (se è stata fatta) è stato passato il segno.

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