Meanwhile, it’s quite likely that the name “Qasem Soleimani” was mentioned several times in recent months in meetings held between Mossad Director Yossi Cohen and his colleagues in the West.
“We have often heard in the past about a religious Iranian desire and an ideology to create a ‘Shiite crescent,’ an extensive area of influence under their values and activity,” Cohen told them.
“How do you define a Shiite crescent? Well, in my opinion, as soon as Iran has the ability to send a truck with arms and advanced weapons from Tehran to Beirut, on a road, undisturbed, and if they want, all the way to Rosh Hanikra—it means Soleimani has succeeded in creating this Shiite crescent.”
The Mossad chief asserted that edging Iran out of the Middle East was his organization’s main goal. “Iran, which is located 1,500 kilometers from Israel, has succeed in creating an actual border with Israel, while Israel has no border with Iran,” Cohen told his colleagues. “First from Lebanon and now from Syria too, they can operate directly against Israeli communities and strategic targets in Israel. This is a very serious strategic threat faced by Israel.”
ynet
'What you said about the export of the Iranian oil and stance of the Islamic Republic of Iran on the Zionist regime of Israel was a source of proud.'
'This is the same Rouhani we used to know, we have and the same Rouhani that should be,' 'By your wise, invaluable and powerful remarks you filled with pride dear Leader [of the Islamic Revolution Ayatollah Seyyed Ali Khamenei], the big Iranian people and world Muslims,'
Irna
Foto leader.ir
Per l'ennesima insipida biografia del comandante, addirittura il Mossad ha messo in campo il giornalista di famiglia.
Finchè Israele si macchia dei crimini più atroci contro i palestinesi, non potrà mai aspirare ad avere una sponda amica nel mondo islamico.
Al massimo ci sarà una relazione fatta d'interessi come accade con le monarchie del Golfo.
Questo concetto è incarnato dalla rivoluzione iraniana che ha liberato un'intera nazione dall'oppressione.
L'asse sciita è molto di più di una colonna di veicoli militari in grado di mettere in pericolo la sicurezza nazionale d'Israele e anche quella del mediterraneo.
E' una rivendicazione di libertà e giustizia che unisce i popoli al di là dei confini nazionali e della religione.
Se Yossi Cohen fosse in grado di comprendere tutto ciò, riuscirebbe anche a farsi ascoltare dall'unione europea e da Putin per tutto quanto concerne le sue preoccupazioni.
L'ossessione per l'Iran e Soleimani quasi gli divora l'ego.
Haji Qasem Soleimani ha bisogno degli assetti istituzionali iraniani nella misura in cui questi gli consentono di ribadire che l'Irgc e le Quds force sono il vero baluardo dei principi della rivoluzione.
Non deve stupire la letterina di benedizione alle parole del presidente, nè all'orizzonte pare esserci un governo dei militari. Di sicuro l'opzione dell'esecutivo militare è al vaglio nel caso in cui ai tavoli di trattative il governo ufficiale non riesca a farsi ascoltare.
Per il momento il comandante si accontenta di governare nell'ombra.
Non è un uomo. Un simbolo. Uno slogan.
Si tratta di un pensiero articolato. Una ragione di vita. Una rabbia che trova sfogo nell'unione.
Un ideale in grado di unire le masse.
O una enorme forza distruttiva, come la descrisse il rampollo saudita al suo esordio pubblico.
L'ossessione di Yossi il bello rimarrà in eterno anche se riuscisse a liberarsi dell'Iran di Haji Qasem.

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