venerdì 9 marzo 2018

Il principe traghettatore

In nome di Allah, il Misericordioso e Caritatevole,
Da Muhammad ibn Abdullah a Al-Muqawqis il capo dei Copti.
Che la pace sia con coloro che seguono la retta via.
E' mio grande piacere quello di trasmetterti il messaggio dell'Islam.
Abbraccia la religione islamica e sarai al sicuro.
Fai dell'Islam la tua religione e Allah raddoppierà la tua ricompensa.
Se rifiuterai, dovrai addossarti la responsabilità per la grossa perdita che avrai causato ai Copti.
Oh genti delle rivelazioni precedenti, stringiamo un patto di lealtà tra tutti noi, che non adoreremo nessuno all'infuori di Allah, e che non attribuiremo caratteristiche di divinità a nessun altro, e che nessuno di noi chiamerà Dio alcuna altro essere se non Allah.
Se rifiutano, dì loro : siete nostri testimoni della nostra sottomissione ad Allah.


Nel nome di Allah, il Misericordioso e Caritatevole.
Da Al-Muqawqis a Muhammad ibn Abdullah.
La pace sia con te. 
Ho letto la tua missiva e ne ho ben compreso i contenuti e l'appello che mi hai inviato.
So per certo dell'avvento di un nuovo profeta, ma ho sempre pensato che sarebbe arrivato dalla Siria.
Ho accolto in maniera ospitale il tuo messaggero e lo rimando a te assieme a due fanciulle che godono di grande rispetto presso i Copti. Ti invio in dono alcuni vestiti e un mulo da cavalcare.
La pace sia con te.

Sul piano interno, l’azione della nuova leadership si è tradotta nel varo di un ambizioso programma di riforme politiche, sociali ed economiche, di per sé capace, date le caratteristiche strutturali dell’assetto di potere del Paese, di innescare scossoni di assestamento: lo testimonia l’ondata di arresti eccellenti del novembre 2017. 
Relazione 2017

La retorica sul nuovo corso intrapreso dall'Arabia Saudita, promossa per la maggior parte dalla stampa occidentale e dalle lobby interessate, non deve far dimenticare che Mohammed bin Salman è cresciuto non tanto all'ombra di Sua Maestà, ma prendendo parte agli incontri e alle riunioni del padre nell'ambito del servizio offerto alla nazione. E il suo programma non è molto diverso rispetto al sentiero tracciato dal monarca e dei predecessori.
L'accelerazione impressa ha richiesto strategie nuove.
Sua Maestà, per quello che l'età gli consente, è ancora presente e determinante sulla scena.
Gli arresti dello scorso anno non sono un escamotage per raggranellare i soldi necessari all'implementazione del Vision 2030 o un modo per rafforzare la propria posizione, anche se gli effetti pratici nel breve periodo sono stati indubbiamente quelli, ma sono serviti a ripulire l'ambiente da schemi corruttivi sui quali molti esponenti dell'establishment e della famiglia reale hanno costruito la propria fortuna a discapito del Paese.
Va ricordato inoltre, che l'ondata di arresti del Novembre del 2017 avrebbe incluso (è sempre bene usare periodi ipotetici perché le fonti sono ancora varie e in contrasto tra loro) un buon numero di giuristi, di cui molti sarebbero vicini alla fratellanza musulmana.

I copti sono per i musulmani dei consanguinei.
Non solo il profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) sposò una delle due ragazze inviate in dono, come prevedeva la tradizione dell'epoca, da Muqawqis, ma il profeta Abraham (pace su di lui) ebbe un figlio da Hagar e il profeta Yousuf (pace su di lui) sposò una ragazza copta.
Al di là dell'incontro dal sapore altamente simbolico con il papa copto, e anche con i rappresentanti di Al Azhar percepiti da sempre come in un certo senso antagonisti sotto il profilo dell'autorevolezza giuridica, che ha ribadito l'intenzione del nuovo corso di farsi promotore del vero Islam, cosiddetto moderato per esigenze imposte dalla deriva estremista, vi sono due elementi significativi nell'immagine che ritrae l'erede al trono.
Mohammed bin Salman siede accanto alla raffigurazione umana (proibita secondo una tradizione profetica riportata dal Bukhari) di una concezione di Dio in netto contrasto con il credo islamico.
Il giovane principe ha inoltre lodato il sacrificio dei martiri copti periti a causa della violenza indiscriminata.

Ha cioè dato un schiaffo a quell'Islam, promosso per decenni dallo stesso casato saudita, che non tollera le altre religioni, guarda con disprezzo alla stretta di mano tra uomo e donna, rifiuta il confronto.
Questo atteggiamento inclusivo è stato sicuramente incoraggiato dal presidente Al Sisi che da sempre lo ha adottato come prassi. Molti in Egitto gli rimproverano la presenza dei babbi natale per strada piuttosto che le torture. Posto che nel corso del viaggio Mohammed bin Salman ha tenuto a ribadire l'importanza dell'alleanza con l'Egitto rispetto al ruolo di tutori della sicurezza e della stabilità politica della regione, agli interlocutori occidentali conviene inserirsi in questa relazione privilegiata incoraggiando l'orientamento nell'ambito delle questioni religiose e culturali nonché dello sviluppo economico. Ovvero in quei settori che mettono una nazione sulla strada del cambiamento. In tal modo sarà più semplice avere una voce con loro anche in ambito politico e militare.
Tutte le riforme sociali promosse da Mohammed bin Salman hanno sicuramente impresso un nuovo passo alla vita dei sauditi. Ma hanno per il momento ancora valore d'intento. Ci vorrà molto tempo per cambiare veramente la mentalità della popolazione.
In questo senso vanno compresi gli arresti dei giuristi che tra l'altro hanno grande seguito anche al di fuori del regno. Si tratta di quelli che difficilmente cambieranno interpretazioni e atteggiamento e costituiscono un pericolo per la sicurezza nazionale.

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