giovedì 1 marzo 2018

Il baratto

Le trattative che il governo italiano starebbe portando avanti con il governo siriano e attraverso l'aiuto del direttorato libanese in materia di rifugiati e terrorismo, devono tenere conto del fatto che pur essendo ormai lontana una soluzione del conflitto visti i recenti sviluppi, in ogni caso Assad punta alla cancellazione o all'alleggerimento delle sanzioni economiche per guadagnare un peso politico che attualmente non ha, dal momento che il controllo militare del territorio dipende largamente dalle forze russe e sciite.
E' vero quanto sosteneva De Mistura mesi addietro, che l'opposizione deve prendere atto della sconfitta, ma risulta essenziale per una strategia a lungo termine blindare la posizione di Assad. Le sanzioni economiche possono tornare utili per tenere sotto controllo il flusso di denaro destinato alla ricostruzione. Poiché quel denaro determinerà un clima caratterizzato da corruzione e intimidazioni, esso costituirà l'arma più potente sulla quale Assad potrà contare per tenere in scacco l'opposizione. Se proprio non si può evitare di fare concessioni, è auspicabile che almeno si trovino degli schemi in grado di non lasciare al dittatore siriano un margine troppo ampio d'azione . Qualsiasi concessione fatta ad Assad si tradurrebbe automaticamente in un incremento del rischio di recrudescenza del fenomeno terroristico e in un ritorno a massicce ondate di profughi.
Un intervento russo servirebbe a contenere le velleità delle richieste siriane e può passare anche attraverso gli uomini di Kadyrov che negli ultimi mesi assieme ad Ali Mamlouk hanno gestito il movimento di diversi foreign fighters e delle loro famiglie.
Bisogna inoltre considerare gli effetti di un eventuale coinvolgimento dell'Iran nel negoziato.
Se come sembra, il prossimo viaggio americano del primo ministro israeliano avrà esito negativo, Netanyahu darà il via ad una serie di operazioni pianificate da tempo dal Mossad che hanno come obiettivo l'eliminazione di esponenti di spicco di Hamas, Hezbollah e Irgc.
C'è infine una questione morale da tenere presente, largamente ignorata finora dai governi occidentali, e per la quale non rimane che affidarsi alla coscienza da uomini di stato e padri di famiglia di coloro i quali sono impegnati in queste settimane in questo tipo di trattative.

Nessun commento:

Posta un commento