lunedì 5 marzo 2018

Dimissioni

Non si può portare sul palco Marco Minniti, vantando risultati che sono solo suoi e per i quali il ministro si è preso una buona dose d'insulti, con la consapevolezza di averlo mandato allo sbaraglio a Pesaro. Lui come anche altri.

Quello di cui ha bisogno il Paese adesso, è almeno un percorso verso la stabilità. Difficile che si possa parlare di stabilità nell'immediato.
Il governo più ragionevole da mettere assieme alla luce del risultato elettorale, e tenendo conto delle aspettative della popolazione nel suo complesso, è quello costituito dal movimento cinque stelle assieme al blocco di sinistra. Non si tratta di un'impresa facile.
C'è bisogno di un'intensa opera di mediazione di cui devono farsi carico anche i servizi segreti che ben conoscono tutti i protagonisti.
Un impegno dagli esiti positivi in una coalizione di governo, e in un momento così delicato per il Paese, non può che aiutare anche il processo di ricostruzione del Pd.

Renzi ha dimostrato nel tempo di non essere moderato, tantomeno tipo da mediazione.
Se proprio non vuole prendere atto dell'ennesima sconfitta sua personale e del suo gruppo di fedelissimi, che ha causato il tracollo del partito e il trionfo delle formazioni che fanno leva sull'insoddisfazione, dovrebbe almeno farsi da parte per rispetto e senso di responsabilità.
In questo momento non c'è proprio bisogno delle esasperazioni che hanno portato a questo tipo di risultato.

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